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13/07/2026 ore 16.23
Cronaca

Iniziate le operazioni di sgombero del campo rom di Scordovillo, abbattute le prime baracche

Il piano prevede il trasferimento progressivo delle famiglie degli alloggi Aterp e la successiva bonifica dell’area. Il commissario straordinario per le Bonifiche, generale Giuseppe Vadalà: «La fine di una situazione di degrado»

di Redazione Cronaca

Dopo decenni di attese, rinvii e tentativi mai arrivati a conclusione, sono iniziate le operazioni di sgombero del campo rom di Scordovillo a Lamezia Terme, considerato il più grande insediamento del Mezzogiorno e da anni al centro di criticità ambientali, sanitarie e di ordine pubblico.

Il piano prevede il trasferimento progressivo delle famiglie negli alloggi Aterp individuati, la demolizione delle baracche e la successiva bonifica dell'area, dove dovranno essere rimossi rifiuti e materiali pericolosi, compreso l'amianto. L'intervento è il risultato del percorso definito nelle ultime settimane in Prefettura, con il coinvolgimento di Governo, Regione, Comune e forze dell'ordine.

«Con l'avvio delle operazioni di sgombero e la messa in sicurezza dell'area di Scordovillo, si compie un passo decisivo verso il superamento di una delle criticità ambientali più complesse del territorio. L'avvio di questo intervento segna la fine di una situazione di degrado che ha compromesso l'equilibrio ambientale e la salubrità dell'area, con particolare attenzione alla tutela della salute pubblica, vista la vicinanza alla struttura ospedaliera», dichiara il Commissario straordinario per le Bonifiche, generale Giuseppe Vadalà.

«Il ruolo del nostro Ufficio – ha detto Vadalà – in questa operazione è stato quello di fornire il necessario supporto tecnico-amministrativo per definire un percorso di bonifica rigoroso. La nostra missione è garantire che, una volta completate le operazioni di sgombero e demolizione, l'area sia sottoposta a tutti i necessari interventi di risanamento ambientale, con la rimozione dei rifiuti e delle sostanze pericolose, come l'amianto, che ne hanno minato la sicurezza negli anni».

Il generale Vadalà evidenzia anche il lavoro congiunto delle istituzioni: «Il risultato che stiamo osservando non è il frutto di un singolo intervento, ma di una straordinaria e proficua sinergia istituzionale. La capacità di coordinamento dimostrata dalla Prefettura di Catanzaro, l'impulso decisivo del Governo e del Ministero dell'Interno, la collaborazione della Regione Calabria e l'impegno del Comune, uniti alla sensibilità dimostrata nel dialogo con il territorio, hanno permesso di coniugare l'esigenza di legalità con quella di tutela ambientale e inclusione sociale. Ringrazio tutte le Forze dell'Ordine e gli enti che, con estrema professionalità, stanno operando sul campo per trasformare quella che era una "bomba ecologica" in un territorio restituito alla comunità e al ripristino del decoro. È la dimostrazione concreta che, quando le istituzioni agiscono in modo coeso, anche le sfide ambientali più ostinate possono essere affrontate con successo».

La soddisfazione dell’assessore Gianturco

«Con l’abbattimento delle prime baracche prende concretamente via il percorso di superamento del campo rom di Scordovillo, – ha dichiarato l’assessore Mimmo Gianturco – segnando un passaggio storico per la città.

Un risultato reso possibile grazie a un progetto portato avanti dal Governo Nazionale, dal determinante impegno del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che ha fortemente sostenuto questa importante iniziativa, e alla collaborazione di Aterp per l’individuazione e l’assegnazione degli alloggi.

Il Comune continuerà a garantire un percorso fondato sulla trasparenza, sull’inclusione e sul costante supporto dei servizi sociali, anche attraverso la collaborazione con il terzo settore, accompagnando ogni fase del processo.

L’obiettivo dell’Amministrazione guidata dal sindaco Mario Murone è chiaro: chiudere definitivamente la pagina di Scordovillo, restituire l’area alla città attraverso la bonifica e la rigenerazione urbana e rafforzare le condizioni di inclusione sociale, sicurezza e di legalità nell’interesse dell’intera comunità».

Nei giorni scorsi anche il sottosegretario all'Interno Wanda Ferro aveva definito l'avvio dello sgombero «un obiettivo atteso da decenni», sottolineando come l'operazione preveda non solo la ricollocazione dei nuclei familiari, ma anche le verifiche ambientali, la demolizione delle strutture fatiscenti e il presidio dell'area per impedire nuove occupazioni abusive. Un intervento che punta a chiudere definitivamente una vicenda che si trascina da oltre quarant'anni e che, per la presenza di rifiuti, roghi e materiali pericolosi a ridosso dell'ospedale cittadino, era stata più volte definita una vera e propria “bomba ecologica”.