Intimidazioni a Cariati, la vittima chiede scusa al boss: «Ho mancato di rispetto a qualcuno?»
Un’intercettazione agli atti dell’inchiesta “Boreas” rivela, secondo la Dda di Catanzaro, l’elevato grado di assoggettamento della popolazione locale alle organizzazioni criminali
di Marco Cribari
Nel dubbio, è sempre meglio scusarsi. E sono, per certi versi, scuse preventive, quelle che il 17 giugno del 2020, un imprenditore di Cariati rivolge a Giorgio Greco, il presunto boss locale immortalato dall’inchiesta “Boreas”. Alcuni giorni prima, l’uomo è stato oggetto di visita notturna: qualcuno gli ha crivellato di proiettili le serrande dell’ufficio, ma a turbarlo non è tanto l’episodio in sé o che lo stesso possa ripetersi; semmai, il sospetto di aver inconsapevolmente mancato di rispetto a qualche pezzo grosso di Cirò. È questo il timore che lo porta al cospetto di Greco.
Il clan che comandava a Cariati: il lido del “capo” inguaia avvocati, commercialisti e dipendenti comunali – NOMINel dialogo intercettato, l’imprenditore mette subito le mani avanti: i carabinieri non li ha chiamati lui, bensì «una ragazza che ha trovato i bossoli per terra, io non me n’ero neanche accorto». A quel punto, era stato obbligato a formalizzare una denuncia - «Ho la carta, te la faccio vedere» - e, come da copione, i militari gli avevano posto le domande di rito: sei stato avvisato? Ti sei prestato soldi da qualcuno?». La risposta: «Qua non è venuto mai nessuno, non è che posso dire diversamente, no?».
L’uomo si giustifica con il suo interlocutore: non è andato subito da lui per paura di essere pedinato dagli investigatori, ma gli dice di aver già interpellato qualcuno a Cirò che gli ha garantito la sua «intercessione», ma a un patto: «Guarda che se sei mancato con qualcuno e io non lo so, me lo devi dire». In quel frangente, l’imprenditore ha replicato con piglio sicuro: «Ma io fino a mo’ mi sembra che non ho mancato con nessuno, né nei vostri confronti e nei confronti di nessuno», ma ciò che gli preme di più, in quel momento, è il giudizio di Greco a cui ripete la stessa litania: non è mancato per lui. «Ma ci mancherebbe» lo tranquillizza il boss.
Alla fine, verrà fuori che dietro quelle pistolettate c’era un fatto privato e non di ‘ndrangheta, ma per la Dda l’episodio è comunque sintomatico del «clima di assoggettamento cui la popolazione è sottoposta da parte delle organizzazioni criminali in indagine».