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28/11/2016 ore 14.08
Cronaca

Klaus Davi aggredito a Gioia Tauro sotto casa di Gioacchino Piromalli. Interviene la Digos -VIDEO

Il giornalista e massmediologo era nella città della piana per realizzare un servizio sull’omicidio di Ferdinando Caristena, assassinato nel 1990. Il video dell’aggressione consegnato alla Procura di Reggio Calabria

di Redazione

Sabato mattina, il massmediologo e giornalista Klaus Davi è stato ripetutamente spintonato e insultato a Gioia Tauro, sotto la villa dell’avvocato Gioacchino Piromalli, 45 anni, accusato di appartenere all’omonima cosca e ora libero, a seguito della sentenza di assoluzione nel processo “Cent’anni di storia”, del maggio 2008.

 

Il giornalista era a Gioia Tauro per realizzare un servizio sull’omicidio di Ferdinando Caristena, assassinato nel 1990 dalla ‘ndrangheta, per mano del clan Molè – Mazzitelli, a causa della sua presunta omosessualità.


Dopo aver intervistato, con il suo co-autore Alberto Micelotta, il sindaco della città Giuseppe Pedà, si è recato sotto l’imponente residenza dell’avvocato per chiedere se si trovasse in casa. Un signore di circa 60 anni, ha iniziato a spintonarlo e insultarlo ripetutamente: «Sei un pezzo di merda, dai fastidio a questi ragazzi (riferito a Piromalli e ai parenti ndr) , adesso ha rotto, lei a questi ragazzi li deve lasciare stare...sta rompendo i coglioni lei, chi ti ha dato il permesso di parlare male della mia Calabria?».


Alle offese Klaus Davi ha controbattuto: «Scusi ma a chi sto dando fastidio, mi faccia i nomi?» e per tutta risposta il signore lo ha spintonato e minacciato più volte. Dato che la situazione rischiava di degenerare, sono intervenuti tempestivamente gli agenti della Digos che hanno identificato il sessantenne. La presenza della polizia però non è servita a mitigare il clima surriscaldato tant’è che ad un certo punto il signore si è rivolto a Davi dicendo: «Ma vuoi vedere che ti gonfio la faccia davanti alla Polizia?».

 

Il giornalista ha pubblicato il video dell’aggressione e lo ha consegnato questa mattina alla Procura di Reggio Calabria. Nonostante l’intimidazione, Klaus Davi è andato comunque a citofonare alla villa di Gioacchino Piromalli. A rispondergli è stata la moglie la quale, senza aprire la porta, lo ha informato che non era possibile incontrare il marito nonostante la promessa che lei stessa aveva fatto a Davi a telecamere accese in un precedente servizio.

 

«Questo ennesimo episodio dimostra come molte famiglie si sentano e di fatto siano padrone assolute del territorio. Fanno il bello e il cattivo tempo e mandano avanti anche persone incensurate per ribadire il loro potere assoluto» commenta il massmediologo. «Quando vedo queste cose mi domando: Dov’è lo Stato? Dov’è la politica? Come si può consentire che la ‘ndrangheta arrivi al punto di creare un clima che aizza cittadini comuni e incensurati contro i giornalisti? Perché questa situazione inaccettabile di totale controllo del territorio, più volte denunciata dal Procuratore Federico Cafiero de Raho, non determina un intervento netto e deciso della politica? Perché non se ne occupa la commissione parlamentare antimafia?».