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01/07/2026 ore 20.10
Cronaca

La Commissione sul caporalato da Amendolara dopo la strage: «Condizioni disumane: 18 braccianti in una casa»

Dopo le audizioni, la presidente Chiara Gribaudo denuncia un sistema di sfruttamento che va oltre il lavoro: sotto accusa anche alloggi, trasporti e le criticità dei decreti flussi

di Redazione

Il Parlamento ha scelto di partire dal territorio. Si è svolta nella Sala consiliare “U. Pagano” del Comune di Amendolara la missione della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, con particolare riferimento al fenomeno del caporalato.

Una seduta che ha assunto un particolare rilievo istituzionale e politico, poiché si è svolta nel comune dell’Alto Ionio cosentino, divenuto nelle scorse settimane il simbolo di una delle più gravi tragedie legate al lavoro agricolo, con il brutale omicidio di quattro braccianti stranieri, un episodio che ha profondamente scosso l’opinione pubblica nazionale.

La missione, presieduta da Chiara Gribaudo, ha consentito alla Commissione di raccogliere direttamente sul territorio elementi utili all’attività d’inchiesta parlamentare attraverso una serie di audizioni con rappresentanti delle istituzioni, delle forze dell’ordine, della magistratura, dell’Ispettorato del lavoro, delle organizzazioni sindacali, delle associazioni di categoria e degli enti impegnati nel contrasto allo sfruttamento lavorativo.

L’obiettivo dell’iniziativa è stato quello di approfondire le criticità che caratterizzano il comparto agricolo, verificare l’efficacia degli strumenti di prevenzione e repressione già esistenti e acquisire indicazioni utili per rafforzare il quadro normativo e operativo contro il caporalato, fenomeno che continua a rappresentare una delle più gravi violazioni dei diritti dei lavoratori.

La scelta di svolgere la seduta ad Amendolara testimonia la volontà della Commissione di portare l’attività parlamentare direttamente nei luoghi in cui le conseguenze dello sfruttamento del lavoro hanno assunto i contorni della tragedia, ascoltando amministratori, operatori e comunità locali prima di elaborare le conclusioni dell’inchiesta.

Nel corso della giornata, la Commissione ha ascoltato i principali rappresentanti delle istituzioni e delle realtà impegnate nel contrasto al caporalato, raccogliendo elementi conoscitivi che contribuiranno ai lavori parlamentari e potranno tradursi in proposte legislative o in indirizzi rivolti al Governo per rafforzare la lotta allo sfruttamento del lavoro e garantire una maggiore tutela dei lavoratori agricoli.

La missione di Amendolara ha rappresentato un passaggio significativo dell’attività della Commissione parlamentare d’inchiesta, riaffermando la centralità della legalità, della sicurezza sul lavoro e della tutela della dignità della persona come principi fondamentali sui quali costruire un sistema agricolo più giusto, trasparente e rispettoso dei diritti.

La presidente della Commissione Chiara Gribaudo al termine della seduta di oggi, ha spiegato che dalle audizioni sono emerse criticità profonde che investono non soltanto il rapporto di lavoro, ma l’intero sistema di sfruttamento che ruota attorno ai braccianti agricoli.

«Ci sono molti aspetti problematici. Ovviamente c’è un tema di contratti e di corretto riconoscimento del lavoro di queste persone. Ma c’è soprattutto una questione di sfruttamento, che possiamo definire un vero e proprio schiavismo moderno.»
La presidente ha quindi evidenziato come il sistema di reclutamento della manodopera metta in luce anche le criticità delle attuali politiche migratorie.
«Le modalità di reclutamento del personale ci fanno dire che anche le regole dei decreti flussi e, dunque, le politiche migratorie non funzionano adeguatamente, perché molto di questo lavoro oggi è svolto da persone che arrivano da Paesi extraeuropei.»
Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema delle condizioni di vita dei lavoratori, spesso sottoposti a forme di controllo che vanno ben oltre l’attività lavorativa.
«Non c’è soltanto lo sfruttamento sul lavoro. C’è anche uno sfruttamento abitativo. Il caporale agisce nei confronti di queste persone anche fuori dai luoghi di lavoro, controllando il trasporto, il tragitto verso i campi e perfino gli alloggi.»
Infine, la presidente ha richiamato uno degli episodi emersi durante le audizioni, definendolo emblematico della gravità del fenomeno.
«Abbiamo ascoltato che, in un unico alloggio, vivevano diciotto persone. È una situazione inaccettabile, così come sono inaccettabili le condizioni riscontrate nei luoghi di lavoro. Per questo è fondamentale garantire la piena applicazione della legge contro il caporalato.»