«La preoccupazione c’è, ma la vita continua»: il racconto da Dubai dell’architetto calabrese Luca Villella
A tre anni dal trasferimento negli Emirati, il conflitto tra Usa-Israele e Iran irrompe nella quotidianità di un professionista originario di Nocera Terinese che invita alla calma e a informarsi solo dai canali ufficiali
Vive e lavora a Dubai da tre anni ma con lo sguardo fisso anche sull’Italia, dove familiari e amici seguono con apprensione le notizie sul conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran. Luca Villella, architetto calabrese, originario di Nocera Terinese, trasferitosi negli Emirati Arabi Uniti nel 2023, racconta una quotidianità segnata dall’attenzione ma non dal caos.
«La situazione qui è tranquilla, per quanto possa essere tranquilla una situazione con dei bombardamenti in corso. Diciamo che un po’ di apprensione, un po’ di preoccupazione c’è, però non è così tanta anche grazie alla contraerea emiratina che sta funzionando molto bene».
I numeri degli attacchi e le intercettazioni
Dall’inizio degli scontri, spiega, «sono stati lanciati all’incirca 175 missili balistici e all’incirca 690 droni, oltre che 8 missili da crociera». Un volume di fuoco importante che, però, secondo quanto riferisce, è stato in larga parte neutralizzato: «Di tutti questi quasi tutti sono stati intercettati, ad eccezione di qualche drone che è caduto sul territorio, che ha causato tre morti e una cinquantina di feriti lievi circa».
Numeri che, a suo dire, «dimostrano l’efficienza della contraerea emiratina e del governo emiratino che comunque ci tiene al popolo, ai residenti, ma anche a tutti i turisti». Villella sottolinea come, da fonti ufficiali, «siano stati forniti cibo, acqua e alloggio a quelli che sono i turisti che si sono trovati purtroppo in questa situazione».
«Nessuna corsa ai supermercati, la vita continua»
A preoccupare, più degli episodi in sé, è spesso la percezione dall’esterno. «Ho letto e visto molti video pubblicati online, purtroppo anche dalla stampa italiana, che hanno creato un po’ di panico nelle famiglie di chi ha dei cari in questo territorio», osserva.
Il suo messaggio è netto: «Posso assicurare che per quanto riguarda gli Emirati Arabi Uniti la situazione è molto tranquilla, la vita sta continuando, non c’è alcuna corsa ai supermercati, la gente esce a fare una passeggiata».
Le autorità, aggiunge, «consigliano di stare al chiuso il più possibile, di lavorare da casa per quanto è possibile», ma «la vita in città continua a scorrere, per quanto ci sia della preoccupazione». I boati si sentono: «Ovviamente dovuti alla contraerea che abbatte i missili che arrivano sul territorio», precisa, ribadendo però che «non sono diretti agli edifici civili, bensì a quelli che possono essere le basi americane presenti qui sul territorio o comunque punti strategici per l’esercito americano, come ad esempio il porto».
Lavoro da casa e viaggi nel Golfo
In questi giorni l’architetto lavora da remoto: «Sto lavorando da casa perché, grazie all’azienda che ce lo consente, non abbiamo bisogno di andare in ufficio». In condizioni normali, però, la sua routine è diversa: «Cinque giorni a settimana lavoro dall’ufficio, con la possibilità anche di viaggiare all’interno del Golfo».
Proprio pochi giorni fa era rientrato da Riyadh: «Sono tornato venerdì scorso. Sarei potuto essere in molte altre situazioni, in molti altri Paesi che non fossero gli Emirati Arabi. Mi ritengo fortunato di essere qui perché l’attenzione verso i cittadini e la sicurezza è stata messa al primo posto».
Gli incidenti registrati, chiarisce, «sono stati causati comunque dai detriti provocati dall’esplosione e dalla distruzione dei droni iraniani. Non c’è stato alcun contatto diretto tra i droni o i missili balistici e il territorio emiratino».
Il rapporto con l’Italia e l’appello alle fonti ufficiali
Quanto ai rapporti con l’Italia, Villella riferisce di un’attivazione tempestiva: «Il governo italiano, per quanto ho potuto vedere online, ha aperto più linee telefoniche per i contatti con il Consolato». Pur non avendone avuto necessità diretta, sottolinea che «il supporto verso i cittadini italiani sia stato massimo, sia da parte del governo italiano, sia da parte del governo emiratino».
Il suo è soprattutto un invito alla responsabilità informativa: «Dato le tante immagini diffuse online e le notizie che stanno arrivando in Italia, ci tengo a dire di informarsi bene da quelle che sono le fonti ufficiali del governo emiratino, della Farnesina, del Consolato italiano qui negli Emirati Arabi».