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20/10/2026 ore 17.52
Cronaca

Lamezia, il lavoro oltre lo sgombero di Scordovillo. La sfida dell’integrazione: scuola, lavoro e dialogo per ripartire

Dalle famiglie trasferite fuori dalla baraccopoli ai percorsi di inclusione sociale, il progetto “Intrecci” accompagna il cambiamento. Giovedì a Sambiase un apericena di quartiere per favorire l’incontro tra cittadini rom e non rom

di Ale. Tru.

Proseguono i lavori per lo sgombero del campo rom di Scordovillo a Lamezia Terme, uno dei campi più grandi del Sud Italia, nato nel 1982 come sistemazione temporanea per trasferire le famiglie rom che vivevano lungo i torrenti della città.

In seguito quella sistemazione provvisoria è cresciuta e si è radicata fino ad arrivare a ospitare centinaia di persone in baracche fatiscenti accanto alle quali venne presto ad affiancarsi una discarica di rifiuti anche speciali e di attività illecite condotte da alcuni soggetti in concorso con residenti lametini.

Scordovillo era divenuta un’area insalubre e inabitabile che andava smantellata.

A portare avanti lo sgombero del campo rom è oggi il progetto “Intrecci-Abitiamo il Lametino” che vede impegnati la Regione Calabria, la Prefettura di Catanzaro, il Comune di Lamezia Terme, L’Aterp Calabria e la Comunità Progetto Sud quale capofila di un gruppo di associazione come Arci Lamezia Terme-Vibo Valentia, Ciarapanì, Associazione Donne e futuro, Fondazione Trame, International Culture foundation, consorzio nazionale Idee in Rete, cooperativa sociale Inrete Ets, associazione Teatrale i Vacantusi, consorzio nazionale Nova, compagnia teatrale Teatrop.

Gli ultimi dati certificati sullo stato dei lavori risalgono all’8 settembre e raccontano che prima di quella data nella baraccopoli erano presenti 96 gruppi familiari per un totale di 403 persone. L’8 settembre 48 nuclei familiari, ovvero il 50% della popolazione presente, erano stati sistemati altrove. E ad oggi il numero va progressivamente crescendo.

Ma sgomberare Scordovillo non significa soltanto svuotare la contrada, sistemare i residenti e bonificare. Nevralgico è l’inserimento sociale della popolazione che contempla fattori come la scuola, il lavoro, la formazione, l’educazione e l’inclusione.

Un lavoro iniziato prima dello sgombero e che non terminerà con lo svuotarsi del campo.
Dei 45 minori ancora residenti a Scordovillo, per esempio, all’8 settembre, 30 erano inseriti nel sistema scolastico e 15 non era ancora iscritti o erano da accompagnare alla prima iscrizione.

Dei 48 nuclei familiari rimasti 47 uomini e 33 donne erano beneficiari coinvolti in colloqui individuali di conoscenza, in quelli che in gergo si definiscono “pacchetti di lavoro”.

A luglio sono state organizzate 11 giornate di attività di educazione e inclusione che hanno coinvolto 16 minori (12 rom e 4 non rom), per complessive 75 presenze registrate, mentre altri progetti hanno considerato lo sport come forma di inclusione. E qui, in tre giornate, si è registrata un crescente partecipazione dei giovani che da 3 presenze nella prima giornata sono passati a 16 nella seconda e 20 nella giornata conclusiva.

Il processo di integrazione e inclusione è ancora lungo e prevede diverse iniziative che coinvolgeranno la popolazione rom accanto a quella lametina. Per esempio giovedì è previsto a Sambiase, alle 18, a largo Ezio Vanoni, il primo Apericena di quartiere, «un’iniziativa aperta a tutta la cittadinanza nell’ambito del progetto “Intrecci – Abitiamo il Lametino”. La formula proposta – è scritto nel comunicato – è semplice: ciascuno porta qualcosa da mangiare e lo mette a disposizione degli altri, dando vita a un grande tavolo condiviso nel cuore del quartiere. Un’occasione per ritrovarsi, fare nuove conoscenze e trascorrere del tempo insieme, coinvolgendo cittadini rom e non rom, famiglie e persone che abitano Sambiase da sempre o vi sono arrivate più recentemente. La convivialità diventa così uno strumento per favorire il dialogo e avvicinare realtà che, pur vivendo negli stessi luoghi, hanno poche occasioni di incontrarsi. È anche questo il senso del percorso avviato da “Intrecci – Abitiamo il Lametino”, che prosegue con iniziative che mirano a coinvolgere direttamente gli abitanti e valorizzare gli spazi del quartiere come luoghi di relazione e partecipazione. L’Apericena si inserisce in questo lavoro, puntando sulla spontaneità di un momento condiviso per rafforzare i rapporti di vicinato, incoraggiare la conoscenza reciproca, favorire l’integrazione tra le diverse componenti della comunità».