Lamezia: il quartiere Ciampa di cavallo tra roghi, rifiuti e baracche. I residenti: «È la nuova Scordovillo» FOTO-VIDEO
Auto e macchinari smontati, rifiuti speciali dati alle fiamme e aree degradate. Gli abitanti denunciano la difficile convivenza col nuovo ghetto rom. «Ma qui nessuno interviene»
Mentre il campo rom di Scordovillo è in fase di smantellamento e si stanno trasferendo le famiglie altrove, poco distante esiste un altro ghetto che gli abitanti del posto non esitano a definire «la nuova Scordovillo».
Si tratta della struttura residenziale denominata “Ciampa di cavallo” per via della sua forma a semicerchio, ormai abitata quasi esclusivamente da famiglie rom.
Qui sono state costruite altre baracche ma non per abitarvi. Sono delle vere e proprie “officine” in cui vengono smantellate auto o altri macchinari con la conseguente produzione di rifiuti speciali. Rifiuti che, una volta accumulati, vengono smaltiti col fuoco. Una densa coltre nera si diffonde nell’aria. Il fumo è nero, tossico e maleodorante.
«Fino al 1981 – racconta un uomo che abita in un palazzo adiacente a “Ciampa di cavallo” – questa era un’area residenziale dove si viveva bene. Negli anni ’90 – su iniziativa dell’amministrazione Lo Moro – vennero trasferite delle famiglie rom. Non vi fu nessuna forma di integrazione assistita. Lentamente le famiglie della struttura oggi chiamata “Ciampa di cavallo” abbandonarono le loro abitazioni che sono state occupate da famiglie rom. La situazione ora è insostenibile».
Diverse sono state le segnalazioni fatte all’Aterp, senza risposta, perché provvedesse a pulire.
«Abbiamo anche chiesto di avere l’autorizzazione a provvedere, a spese nostre, a far installare dei cancelli per poter vivere più tranquilli. Ma anche a questa richiesta l’Aterp non ha risposto».
Ma il problema non riguarda solo la manutenzione delle aree interne alle case popolari, “Ciampa di cavallo” compresa, il problema sono ance le aree esterne dove, lamenta la popolazione non rom, «la Multiservizi non viene mai a pulire».
Lo scorso 22 settembre è stato appiccato un incendio in un appartamento – all’interno di un palazzo Aterp del quartiere – appena ristrutturato. «La casa è aperta c'è ancora puzza di bruciato – ci dicono – Non sappiamo sé l'Aterp spenderà altri soldi di nuovo per sistemarla». Non si sa chi sia stato ad appiccare il fuoco ma qui i roghi, in un modo o nell’altro, la fanno da padrone e per i residenti la vita è «insopportabile, qui non ci arriva mai nessuno. Abbiamo chiamato la Malgradotutto a pulire ma loro non possono trattare i rifiuti speciali».