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24/09/2026 ore 14.16
Cronaca

Lamezia, la docente finita nel mirino del 14enne al “Nicotera-Costabile”: «Non so perché volesse aggredire proprio me»

Attraverso il proprio avvocato la professoressa, oggetto del proposito di accoltellamento di un alunno 14enne spiega di non aver «assistito alle circostanze precedenti l’intervento dei carabinieri. Ringrazia tutti coloro che le sono vicini e penso ai miei alunni»

di Ale. Tru.

Non conosce nemmeno il movente che avrebbe spinto il suo alunno 14enne a pianificare di accoltellarla, la docente dell’istituto comprensivo “Nicotera Costabile” di Lamezia Terme. L’insegnante affida al proprio legale, Valerio Mercuri, una nota nella quale spiega di avere appreso molte delle informazioni circolate ieri su tutti gli organi di stampa i particolari della vicenda che la riguarda e che, per fortuna non si è tradotta in fatti perché alcuni compagni del suo alunno, attraverso una chat Istagram, hanno appreso il piano del 14enne e hanno avvertito un adulto.

Una presa di posizione improntata alla cautela, nella quale l’insegnante chiarisce innanzitutto di non avere assistito direttamente alle circostanze che hanno preceduto l’intervento dei carabinieri e, dunque, di non essere nelle condizioni di riferire personalmente sulle comunicazioni intercorse tra gli studenti, sulle intenzioni che sarebbero state manifestate o sulle ragioni che avrebbero condotto alla situazione di particolare gravità verificatasi all’interno dell’istituto. «La docente non ha assistito direttamente alle circostanze che hanno preceduto l’intervento dei militari e non è pertanto nelle condizioni di riferire personalmente sulle comunicazioni intercorse tra gli studenti, sulle intenzioni che sarebbero state manifestate o sulle ragioni che avrebbero condotto a quanto accaduto», precisa l’avvocato Mercuri.

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La professoressa, inoltre, spiega di non disporre di elementi diretti rispetto a un eventuale movente. Le informazioni successivamente apprese, comprese quelle relative alle comunicazioni tra gli studenti e alle circostanze che avrebbero preceduto l’arrivo delle forze dell’ordine, sarebbero infatti giunte alla docente esclusivamente attraverso gli organi di informazione. «Gli ulteriori elementi dei quali è venuta successivamente a conoscenza sono stati appresi dalla stessa esclusivamente attraverso gli organi di informazione e, pertanto, non possono essere da lei personalmente confermati né ricostruiti», afferma il legale. Da qui la scelta di non formulare ipotesi e di affidare agli organi competenti il compito di ricostruire la successione degli eventi. «Ogni ulteriore ricostruzione deve essere rimessa agli accertamenti di chi è chiamato a stabilire quanto effettivamente accaduto, senza sovrapporre interpretazioni o valutazioni fondate su informazioni necessariamente parziali», sottolinea Mercuri. La docente, allo stato, afferma di non essere neppure nelle condizioni di stabilire attraverso quali circostanze la situazione sia stata portata all’attenzione delle forze dell’ordine. Un aspetto sul quale, proprio in assenza di una conoscenza diretta, preferisce non avanzare alcuna ipotesi. «La docente ritiene doveroso mantenere il massimo riserbo, non essendo nelle condizioni di confermare personalmente le ricostruzioni sin qui diffuse», aggiunge l’avvocato.

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Nel suo intervento, tuttavia, l’insegnante tiene a rivolgere un ringraziamento esplicito ai carabinieri e alle altre forze dell’ordine intervenute nell’istituto. «Desidera ribadire la propria sincera gratitudine nei confronti dei carabinieri e delle forze dell’ordine intervenuti presso l’Istituto, per la tempestività e l’efficacia dell’intervento prestato nella mattinata», riferisce il legale, evidenziando come l’azione dei militari abbia consentito di interrompere la situazione e di evitare che potesse ulteriormente evolvere.

La docente ringrazia inoltre le persone che in questi giorni le hanno manifestato vicinanza e solidarietà. Un pensiero particolare è rivolto agli studenti. «È soprattutto nel rapporto quotidiano con i propri studenti, fatto di attenzione, ascolto e responsabilità educativa e caratterizzato dalla dimensione umana propria del lavoro di ogni insegnante, che la docente ha sempre inteso il proprio ruolo e che continua a riconoscere il significato più autentico della propria attività», scrive l’avvocato. La docente, conclude il difensore, non intende aggiungere ulteriori considerazioni e affida agli organi competenti ogni accertamento necessario. «Sarà la ricostruzione puntuale dei fatti, e non ogni altra interpretazione, a consentire di chiarire compiutamente quanto accaduto», conclude l’avvocato.