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15/07/2026 ore 11.29
Cronaca

Lamezia Terme, sequestrati 26mila metri quadrati di demanio marittimo occupati abusivamente da un’azienda agricola

L'operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica, ha coinvolto Guardia Costiera, Guardia di Finanza, Carabinieri Forestali e Arpacal. Contestate al titolare l'occupazione abusiva dell'area e la violazione della normativa paesaggistica

di Redazione Cronaca

Un'area demaniale marittima di circa 26mila metri quadrati, occupata abusivamente e destinata alla coltivazione di cipolle, è stata sequestrata a Lamezia Terme al termine di un'operazione di controllo ambientale coordinata dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme, guidata dal neo procuratore Elio Romano.

L'attività ispettiva si è svolta nelle giornate del 7 e dell'8 luglio, nell'ambito di una più ampia operazione finalizzata a verificare il rispetto della normativa in materia di gestione degli scarichi, dei rifiuti e dell'occupazione del suolo demaniale marittimo lungo il litorale di competenza della Procura.

Ai controlli hanno preso parte i militari del Gruppo interforze di tutela ambientale costituito dalla Procura di Lamezia Terme, composto da personale della Guardia Costiera di Vibo Valentia e Pizzo, del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, del Gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme e del Gruppo Carabinieri Forestale di Catanzaro, con il supporto tecnico-scientifico dell'Arpacal di Catanzaro.

Nel corso degli accertamenti, effettuati presso un'azienda agricola situata nell'agro di Lamezia Terme, gli investigatori hanno riscontrato che parte delle coltivazioni insisteva su un'area demaniale marittima a ridosso della battigia. Le verifiche sono state estese anche agli uffici del Comune di Lamezia Terme e, per impedire la prosecuzione della presunta condotta illecita, la polizia giudiziaria della Task Force Ambientale ha disposto il sequestro preventivo d'urgenza dell'area.

L'area sequestrata, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, era occupata sine titulo e utilizzata per la coltivazione di cipolle. Era inoltre delimitata da siepi di oleandri, da una recinzione realizzata con paletti in legno e rete metallica e dotata di impianti di protezione delle colture, costituiti da strutture in ferro del tipo tunnel con copertura in plastica, oltre a un impianto irriguo formato da tubazioni, raccordi ed erogatori.

Il provvedimento è stato successivamente convalidato dal Gip del Tribunale di Lamezia Terme il 14 luglio 2026, su richiesta della Procura.

Al titolare dell'azienda agricola vengono contestate le ipotesi di reato di occupazione abusiva di area demaniale marittima e violazione della normativa paesaggistica, in quanto il terreno interessato è sottoposto a specifici vincoli di tutela.

La Procura ricorda infine che, in applicazione del principio di presunzione d'innocenza, la responsabilità dell'indagato potrà essere accertata in via definitiva soltanto con un'eventuale sentenza irrevocabile di condanna.