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25/05/2026 ore 18.15
Cronaca

Le cosche di Isola Capo Rizzuto e gli investimenti al nord: in abbreviato la Dda invoca 11 condanne - NOMI

Numerose sarebbero le ramificazioni tra Alto Adige, Lombardia, Veneto. Fra le accuse, fatture per operazioni inesistenti e innumerevoli reati in materia di armi

di Alessia Truzzolillo

Il pm della Dda di Catanzaro Roberto Cubellotti ha invocato 11 condanne nell’ambito del procedimento, con rito abbreviato, denominato Blizzard Folgore che punta i fari sulle consorterie di Isola Capo Rizzuto.
Le accuse contestate a vario titolo vanno dall’associazione mafiosa alla tentata estorsione, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, accesso indebito di cellulari in carcere, innumerevoli reati in materia di armi, usura.
Secondo l’accusa la cosca sarebbe operante sul territorio di Isola Capo Rizzuto ma con diramazioni in Alto Adige, Lombardia, Veneto. A dirimere i contrasti su Isola e partecipare alle riunioni più delicate vi sarebbe Antonio Francesco Arena, figlio di Pasquale Arena detto Nasca (elemento di vertice del ramo “Chitarra” dell’omonima cosca).

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Il pm ha chiesto la condanna di
Antonio Francesco Arena, 10 anni e 2 mesi;
Francesco Garofalo, 2 anni e 2000 euro di multa;
Antonio Giardino, 8 anni e 2 mesi;
Marilena Manfredi, 4 anni e 4 mesi;
Pasquale Manfredi, 10 anni e 4 mesi;
Giulia Mercoledisanto, 2 anni;
Giuseppe Porcelli, 2 anni;
Antonio Ruggiero, 2 anni;
Salvatore Gareri, 2 anni e 10 mesi;
Luigi Manfredi, 2 anni;
Luigina Verterame, 2 anni.

Nel collegio difensivo gli avvocati Gianni Russano, Francesca Buonopane, Roberto Coscia, Luigi Villirilli.