Le mani della ’ndrangheta sul Cara di Isola, sequestro da 7 milioni di euro all’ex capo della Misericordia Leonardo Sacco
La Guardia di Finanza ha eseguito provvedimento nei confronti dell’uomo, ritenuto un affiliato al clan Arena del Crotonese e condannato a 8 anni in appello. Bloccati 22 immobili e 10 terreni
I militari del Servizio Centrale Ico e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro emesso dal Tribunale di Catanzaro – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro – Direzione Distrettuale Antimafia.
Il provvedimento ha disposto il sequestro di 22 unità immobiliari e 10 appezzamenti di terreno, per un valore complessivo superiore ai 7 milioni di euro, beni ritenuti direttamente e/o indirettamente riconducibili a Leonardo Sacco, 47 anni, ex governatore della confraternita Misericordia di Isola Capo Rizzuto, associazione che gestiva il centro di accoglienza per migranti Sant’Anna.
L’uomo è infatti indiziato di appartenenza ad associazioni di tipo mafioso e ritenuto soggetto che, per condotta e tenore di vita, vive abitualmente, anche solo in parte, con i proventi di attività illecite.
Il destinatario della misura di prevenzione era già stato coinvolto, nell’anno 2017, nell’operazione denominata “Jonny”, incentrata sulla cosca “Arena”, sodalizio mafioso operante nel territorio di Isola Capo Rizzuto, in provincia di Crotone.
Nel dettaglio, le indagini hanno accertato che l’uomo, in qualità di legale rappresentante di un’associazione riconosciuta, avrebbe gestito un sistema illecito finalizzato alla distrazione, mediante condotte fraudolente, di ingenti risorse pubbliche destinate al servizio mensa del centro di accoglienza per migranti “Sant’Anna” di Isola Capo Rizzuto. Parte dei fondi sottratti sarebbe stata successivamente canalizzata a vantaggio della cosca di riferimento.
Di recente, lo stesso è stato condannato dalla Corte d’Appello di Catanzaro, in sede di giudizio di rinvio, alla pena di otto anni di reclusione, poiché riconosciuto appartenente alla cosca “Arena” e responsabile dei reati di truffa e trasferimento fraudolento di valori.
Il sequestro preventivo è stato disposto dal Tribunale di Catanzaro sulla base delle approfondite indagini economico-patrimoniali coordinate dalla Procura della Repubblica di Catanzaro – Dda e condotte dagli specialisti della Sezione Misure di Prevenzione del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (Gico) del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catanzaro, con il supporto del Servizio Centrale Ico. Le attività investigative hanno evidenziato la presenza di gravi indizi in ordine all’origine illecita delle risorse utilizzate per l’acquisizione del patrimonio attribuito al proposto, nonché una marcata sproporzione, per alcune annualità, tra il valore dei beni posseduti e i redditi dichiarati.
Le verifiche svolte dalla Guardia di Finanza avevano già portato all’adozione di analoghi provvedimenti ablativi nei confronti di altri soggetti coinvolti nella medesima indagine, con il sequestro complessivo di beni per un valore superiore a 9 milioni di euro.