Le protesi acustiche anche ai pazienti morti, così funzionava la presunta truffa a Lamezia: tutti i dettagli
L’inchiesta della Procura rivela che pazienti non visitati o già deceduti risultavano beneficiari di protesi acustiche, evidenziando un meccanismo ben organizzato e fraudolento
Protesi acustiche destinate anche a pazienti già deceduti. È quanto emerge dalle carte dell’inchiesta della Procura di Lamezia Terme, che ha portato questa mattina all’esecuzione di un decreto di sequestro nei confronti di tre società lametine, i cui titolari sono accusati di far parte di una associazione a delinquere formata anche da medici dell’azienda ospedaliera universitaria Dulbecco e dell’Asp di Catanzaro.
Truffa sulle protesi acustiche tra Lamezia e Catanzaro: sequestrate 3 aziende, coinvolti medici del Pugliese Ciaccio – NOMIPresunti promotori dell’associazione a delinquere, per la Procura di Lamezia Terme, sarebbero Antonio Leuzzi e Antonio Ferragina, rispettivamente titolari della Otoacustica Sud srl e della Sordità srl, che avrebbero intrattenuto rapporti diretti con i medici in servizio nel reparto di Otorinolaringoiatria e Patologia Cervicofacciale dell’azienda catanzarese, di cui detenevano persino i timbri e documentazione in bianco già firmate.
Secondo quanto ricostruito, in alcuni casi sarebbero stati gli stessi titolari delle società a formare la documentazione medica, con carta intestata dell’azienda ospedaliera, volta ad attestare patologie acustiche per ottenere i presidi e il relativo rimborso dell’Asp di Catanzaro. In particolare, si certificava che i pazienti, dopo esser sottoposti ad esami e visite mediche, fossero affetti da patologie acustiche tali da richiedere gli ausili protesici.
La documentazione veniva quindi inoltrata al distretto socio-sanitario di Lamezia Terme per ottenere l’autorizzazione al rimborso a carico del sistema sanitario; per la Guardia di Finanza si trattava di procedure fantasma. Nessuna delle tremila prescrizioni sottoposte a verifica è stata rinvenuta all’azienda ospedaliera, da dove invece partiva la documentazione per attivare l’iter per il rimborso. Inoltre, sentiti a campione circa 214 beneficiari, questi ultimi hanno dichiarato di non essersi mai recati in ospedale, di non essersi mai sottoposti a visita o di non conoscere i medici che avevano invece firmato le pratiche per ottenere gli ausili protesici.
Tra i camici bianchi ritenuti partecipi della presunta associazione a delinquere figurano Antonio Cantaffa, Claudio Macrì e Giuseppe Petitto, tutti medici in servizio nel reparto di otorinolaringoiatria della Dulbecco, accusati di aver intrattenuto rapporti diretti con i titolari delle società e di aver loro consentito di formare falsa documentazione pubblica fuori dalla struttura ospedaliera, senza mai sottoporre a visita i pazienti che infine beneficiavano dei presidi sanitari.
Dell’associazione farebbe parte anche Vittorio Magliocchi, medico in servizio nell’unità operativa Fragilità e cure intermedie del distretto socio-sanitario di Lamezia Terme dell’Asp di Catanzaro e, fino all’ottobre 2024, addetto all’ufficio di verifica dei requisiti e autorizzazione alle protesi acustiche. Anche lui avrebbe avuto rapporti diretti con i titolari delle società, consentendo loro di presentarsi in sostituzione dei beneficiari senza alcuna delega e omettendo di rilevare palesi irregolarità nella documentazione medica.
Protesi a pazienti deceduti
Dalle informative della Guardia di Finanza emergono anche casi emblematici. Ad esempio, due pratiche avviate a nome di una coppia di coniugi per ottenere i relativi ausili acustici. Si legge nelle carte dell’inchiesta che il collaudo a firma di Antonio Cantaffa risulta eseguito quando la donna era già morta, mentre la consegna della seconda protesi è avvenuta il giorno della morte dell’uomo. È proprio una di queste pratiche ad aver suscitato il sospetto nel direttore del distretto sanitario di Lamezia Terme, da cui è nata l’inchiesta della Procura che ha disvelato un sistema illecito, ben organizzato e oleato in tutti i suoi ingranaggi.
Gli altri indagati sono Vittoria Civale, ritenuta partecipe dell’associazione e amministratrice della Otoacustica insieme a Leuzzi; Aldo Viterbo, dipendente della Sordità; Sergio Ferragina, figlio di Antonio Ferragina e legale rappresentante della Acustica Lametina, subentrata alla Sordità di proprietà del padre; e Francesco Leuzzi, figlio di Antonio Leuzzi, tecnico audiometrista in servizio in un centro polivalente.