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11/09/2015 ore 12.27
Cronaca

L'economia a Vibo riparte dai migranti VIDEO

Nella provincia di Vibo l’economia sembra avere una lenta ripresa e a permetterlo, secondo un’inchiesta del Corriere della Sera, è il giro di affari e figure professionali messo in moto dagli immigrati che periodicamente sbarcano sulla costa

di Tiziana Bagnato

Negozi di articoli sportivi che hanno venduto indumenti per sei mila euro, magazzini che hanno dato fondo alle loro scorte di ciabatte per cinque mila euro, bar che forniscono pasti a otto euro l’uno. E così l’economia prende respiro, esce dalle sabbie mobili della stagnazione, inizia a muoversi e a sgranchirsi. Succede a Vibo Valentia e secondo l’inchiesta condotta dal Corriere della Sera a permetterlo sono i tanto additati immigrati sbarcati sulla costa.

 

Immigrati che portano anche lavoro, visto che nelle strutture che li accolgono, c’è bisogno di personale, specializzato e non. Ad esempio, al residence ‘Raggio Verde’ di Briatico sono in arrivo ben sessanta minorenni del Sub Sahara e così la Prefettura farà assumere a tempo indeterminato  un infermiere, uno psicologo, un assistente sociale, un custode e il direttore del centro di accoglienza. I fondi stanziati per accogliere gli stranieri – spiega il quotidiano milanese - alimentano la crescita di ben lo 0,4% in più. Negozi e alberghi riaprono o evitano il fallimento. A Briatico ci sono circa 30mila euro di consumi in più ogni mese. Il villaggio turistico Torre Sant'Irene, ad esempio, ha aumentato il suo fatturato di ben 700 mila euro e ha dovuto assumere ben venti dipendenti in più. Forse, allora, gli immigrati non rubano il lavoro, come qualcuno a più riprese vorrebbe far credere, ma lo portano.