L’ex cardiologo del Gemelli al servizio dei Grande Aracri, la Cassazione respinge il ricorso straordinario
Il medico Sestito dovrà continuare a scontare la pena in carcere. Era il terminale economico della cosca di Cutro. Previsto il risarcimento per l’imprenditore Notarianni
La seconda sezione della Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dai difensori di Alfonso Sestito, gli avvocati Salvatore Staiano e Gregorio Viscomi. L’ex cardiologo del Gemelli, 57 anni, era già stato condannato in via definitiva dalla Suprema Corte lo scorso 11 giugno. Le difese avevano presentato un ricorso straordinario sulla base di temi non trattati nella sentenza di giugno dalla sesta sezione della Cassazione.
Ma anche la seconda sezione ha rigettato il ricorso e il medico dovrà scontare la propria condanna in carcere. Sesisto è stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa perché considerato il terminale economico al servizio della cosca Grande Aracri.
Implicato nell’inchiesta Thomas, coordinata dal pm Domenico Guarascio, attuale procuratore di Crotone, Alfonso Sestito era il terminale economico al servizio della cosca Grande Aracri per gestire condomini, acquisire terreni e il controllo dei villaggi turistici. Lo stesso collaboratore di giustizia Dante Mannolo, nelle sue dichiarazioni ha confermato la consapevolezza di Sestito di operare per conto della cosca.
Sequestro da 7 milioni di euro al cardiologo del Gemelli di Roma che firmava i permessi sanitari per il boss Nicolino Grande AracriIl cardiologo gestiva direttamente i servizi condominiali delle strutture turistiche ricadenti nell’area di influenza della cosca oppure utilizzava società costituite ad hoc come la Camelia srl. Inoltre come medico al policlinico Gemelli di Roma si adoperava affinché i membri della cosca Grande Aracri fruissero di permessi sanitari e attestazioni mediche in grado di influire sui giudizi di incompatibilità carceraria.
Sestito, tramite la società Camelia, quale terminale economico della cosca, ha comprato all’asta il terreno confinante con il villaggio Porto Kaleo, gestito dal testimone di giustizia Giovanni Notarianni che ha denunciato, partendo dall’inchiesta Malapianta, le vessazioni subite dalla cosca Grande Aracri. La Corte di Cassazione ha condannato Sestito alla rifusione delle spese processuali nei confronti della parte civile: l’imprenditore Giovanni Notarianni - assistito dall’avvocato Michele Gigliotti - in qualità di persona offesa privata e di rappresentate legale di Alberghi del Mediterraneo. Inoltre il medico dovrà risarcire, in sede civile, Notarianni, costituito in proprio e in qualità di legale rappresentante di Alberghi del Mediterraneo.