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26/01/2026 ore 18.59
Cronaca

Lo strapotere dei Gallace nel Basso Jonio, rinviato a giudizio l’ex sindaco di Badolato

Il processo avrà inizio il sette aprile per Parretta e altre cinque persone. In abbreviato 51 imputati, tra i quali l’ex vicesindaco. Contestato il voto di scambio politico-mafioso

di Alessia Truzzolillo

Il gup di Catanzaro, Gilda Danila Romano, ha rinviato a giudizio Enrico Caciotti, Massimo Carè, Roberto Ferrara, Domenico Gagliardi, Liberato Riitano e l’ex sindaco di Badolato Giuseppe Nicola Parretta.
Sono tutti coinvolti nell’inchiesta Ostro, contro la pervasività della cosca Gallace di Guardavalle.
A vario titolo vengono contestati i reati di associazione di stampo mafioso, concorso esterno, voto di scambio politico-mafioso, minacce, estorsione, procurata inosservanza di pena, trasferimento fraudolento di valori, reati in materia di armi, detenzione e spaccio di stupefacenti.

Secondo l’accusa la cosca era parecchio armata, tanto da importare anche fucili da guerra da Serbia e Montenegro, e capace di esercitare un controllo capillare e asfissiante sul territorio del Basso Jonio catanzarese.

In particolare, il gruppo legato ad Antonio Paparo avrebbe condizionato le elezioni amministrative di Badolato nell’ottobre 2021. Un accordo illecito tra Paparo, il sindaco Nicola Parretta e il vicesindaco Ernesto Maria Menniti avrebbe consentito a Parretta di vincere le elezioni a mani basse permettendo a Paparo di inserirsi nelle attività dell’ente grazie anche alla nomina del figlio Maicol a presidente del consiglio comunale.

Il processo avrà inizio il prossimo sette aprile davanti al Tribunale di Catanzaro. Il rito abbreviato proseguirà il 18 febbraio per 51 persone:
Antonio Afflitto, 48 anni, di Badolato;

Nel collegio difensivo gli avvocati Vincenzo Cicino, Sergio Rotundo, Mauro Ruga, Vincenzo Sorgiovanni, Salvatore Staiano, Vincenzo Varano, Alfredo Arcorace, Annamaria Domanico, Vincenzo Larocca, Eleonora Ferrillo.

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