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02/02/2016 ore 16.19
Cronaca

Locri, il grido di allarme della ditta Federico |VIDEO-INTERVISTE

'Stanchi di lottare contro un nemico spietato'. L'azienda vittima dell'ennesimo atto intimidatorio subito

di Redazione

"Cominciamo ad avvertire, unitamente alla stanchezza di dover lottare contro un nemico spietato, un terribile sentimento di insicurezza e estrema vulnerabilità tale da fare temere per la stessa incolumità dei nostri lavoratori, degli amministratori e persino dei passeggeri. Pertanto avvertiamo il diritto, oltre che il dovere nei confronti dei nostri dipendenti, dello loro famiglie e dei nostri stessi utenti, di chiedere ad alta voce la vicinanza dello Stato e delle istituzioni locali, consapevoli che da soli non abbiamo più le energie per andare avanti. Aiutateci".


Lo afferma Gesualdo Federico, amministratore unico delle Autolinee Federico, all'indomani dell'incendio che, a Locri, ha distrutto 14 autobus della società.


"Senza andare troppo a ritroso si ritiene più che significativo ricordare che solo negli ultimi 30 mesi ci sono stati incendiati 25 pullman. Forse un record, ahinoi, negativo, di cui avremmo fatto volentieri a meno. Adesso la misura è veramente colma. L'inqualificabile evento doloso ci impone una riflessione sul modo stesso in cui debba essere interpretato l'impegno imprenditoriale, prendendo le mosse da quella che è la storia della nostra azienda. Con attività concrete, riteniamo di avere dimostrato che è possibile fare impresa onestamente anche nel profondo sud, terra asfissiata dalla nefasta presenza della criminalità organizzata, ispirando il nostro agire ai principi della legalità e della serietà ed onorando sempre, in maniera rigorosa e puntuale, tutti gli impegni contrattuali nei confronti dei nostri dipendenti e delle nostre decine di fornitori. Confidiamo, naturalmente, nel lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura e ringraziamo quanti, e sono davvero tanti tra rappresentanti istituzionali e cittadini, ci hanno manifestato solidarietà e vicinanza con attestati di stima e inviti a non mollare. Purtroppo però la solidarietà non è più sufficiente. E non è una questione economica, o almeno non solo economica. I danni materiali subiti - sostiene ancora l'amministratore unico - sono ingenti e richiederanno uno sforzo ed un impegno finanziario straordinario. Ma i segni indelebili di quanto accaduto sono soprattutto morali ed esistenziali. Un'amarezza profonda, mischiata a rabbia ed incredulità, che mette in discussione l'impegno di una vita intera vissuta all'insegna del lavoro onesto, di sforzi e sacrifici".

 

INTERVISTA AL SINDACO DI LOCRI