Maltempo, giornata drammatica nel Cosentino: esonda il Crati, un fiume di acqua e fango tra abitazioni e campi
Il fiume rompe gli argini a Tarsia e Cassano dopo le piogge incessanti degli ultimi giorni. Residenti costretti ad abbandonare i piani terra nel quartiere Lattughelle: abitazioni allagate e agricoltura in ginocchio
È un pomeriggio drammatico per la Valle del Crati e la Sibaritide. Le piogge incessanti delle ultime ore hanno portato il principale fiume calabrese, il Crati, oltre i livelli di guardia, causando rotture strutturali degli argini in più punti e l’allagamento di zone abitate e terreni agricoli.
La prima criticità maggiore si è registrata in mattinata nel territorio di Tarsia. In località Ferramonti, la pressione idrica ha causato il cedimento degli argini. Il fiume è fuoriuscito dal proprio letto con estrema violenza, invadendo rapidamente le abitazioni circostanti. I residenti, colti di sorpresa dall'avanzata di acqua e fango, sono stati costretti ad abbandonare i piani terra. Sul posto sono impegnate diverse squadre dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile per l'assistenza alla popolazione e la messa in sicurezza dei beni.
La situazione è precipitata ulteriormente nelle ultime ore nel territorio di Cassano all’Ionio. Nonostante il monitoraggio costante, il fiume ha rotto gli argini sul lato sinistro all'altezza del quartiere Lattughelle.
L'evolversi dell'emergenza è stato repentino, dalle ore 15:00 alle 16:30, il livello del fiume è salito di 40 centimetri in poco più di un’ora, un'accelerazione che ha reso vano ogni tentativo di contenimento preventivo seppur sperato. Il sindaco Iacobini si trova attualmente in prima linea nei punti critici per coordinare i tecnici e i volontari, mentre l'acqua continua a guadagnare terreno verso le proprietà private e le colture.
La piena sta ora scivolando verso la Sibaritide e la foce del fiume. La preoccupazione dei tecnici riguarda la tenuta complessiva del sistema idraulico a valle. Il timore è che il mare mosso possa ostacolare il deflusso delle acque, creando un effetto tappo che determinerebbe ulteriori esondazioni nelle aree agricole pregiate, cuore pulsante dell'economia locale.