«Maria uccisa da un tribunale clandestino che l’ha condannata perché libera». Oggi su LaC On Air l’intervista a Vincenzo Chindamo
Questo pomeriggio alle 17:00, sul canale 17, l’intervista al fratello dell’imprenditrice di Laureana di Borrello rapita e fatta sparire il 6 maggio 2016: «I familiari del marito mai partecipi a una manifestazione, mai d’aiuto per crescere i nipoti»
Lo immagina come un «tribunale clandestino» il gruppo di persone «che ha accusato e condannato a morte Maria per la sua libertà e ha eseguito la pena con ogni dettaglio macabro, terribile per portare via Maria e cancellare quel senso di libertà che Maria portava avanti».
Vincenzo Chindamo, fratello dell’imprenditrice di Laureana di Borrello, rapita, uccisa e fatta sparire il 6 maggio 2016, a soli 44 anni, così definisce gli assassini di sua sorella, «un tribunale clandestino».
Una lunga chiacchierata quella che Vincenzo Chindamo intrattiene con la giornalista di LaC News24 Alessia Truzzolillo all’interno della trasmissione “L’Intervista” che andrà oggi in onda alle 17:00 su LaC On Air, canale 17 del digitale terrestre.
Maria uccisa perché libera, decisa a decidere del proprio futuro di donna, madre, imprenditrice. È stata punita per questo ma l’etichetta di vittima, per sua sorella, Vincenzo Chindamo non la accetta. Ancora di più oggi che l’esempio di Maria Chindamo sta camminando sulle gambe di altri e il luogo in cui è scomparsa, davanti alla tenuta agricola di Limbadi, si sta trasformando in un luogo simbolo di riscatto e comunione.
«C'è da dire – dice Vincenzo Chindamo – che la libertà di Maria non è stata fermata e nemmeno dalla fine della sua vita, perché Maria ancora in quel luogo parla di libertà, quel luogo si è trasformato da un luogo di morte, da un luogo di incontro, da un luogo di terrorismo – perché questo si voleva fare probabilmente – a un luogo dove tanti giovani, tante scuole, tante associazioni invece ritrovano la spinta di riscatto e di rinascita di un percorso di libertà e di un territorio che pochi vorrebbero oppresso dalla criminalità organizzata, invece che molti piano piano stanno liberando da questa morsa».
Nel corso dell’intervista si parlerà degli otto nuovi indagati per l’omicidio e la distruzione del cadavere di Maria Chindamo. Tra questi anche quattro parenti acquisiti dell’imprenditrice: due cognati e due nipoti del defunto marito. La famiglia del marito è il convitato di pietra di questa vicenda. Vincenzo Chindamo non si sbilancia «ma un dato di fatto familiare e personale posso dirlo con certezza e condannarlo con certezza: che da una famiglia così numerosa come quella di mio cognato Nando, non ho sentito un appello, non ho visto una partecipazione ad una manifestazione, non ho visto nessun aiuto e nessuna presenza nemmeno nel crescere i miei nipoti».
L’intervista completa andrà in onda questa sera alle 17.