Mattia Spanò in ospedale perché in Calabria non c’è posto in una Rems: «È parcheggiato in Psichiatria e sta male»
VIDEO | Il giovane ex detenuto affetto da disturbi psichici è in attesa di entrare in una struttura adatta, ma non ci sono posti e da settimane è ricoverato a Cetraro. Una situazione che secondo il suo legale Angela Cannizzaro starebbe aggravando il suo stato già precario di salute
Si complica ulteriormente il caso di Mattia Spanò, ex detenuto di Cetraro affetto da gravi disturbi psichici per il quale, nonostante una ricerca capillare su tutto il territorio nazionale, non è stata individuata alcuna struttura protetta disposta ad accoglierlo. L’avvocato Angela Cannizzaro fa sapere che la sua richiesta di sostituzione del collocamento in Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) con la libertà vigilata verrà vagliata dal giudice di Sorveglianza non prima del prossimo febbraio. Una situazione che desta forte preoccupazione, poiché il giovane si trova ricoverato da oltre un mese nel reparto di Psichiatria dell’ospedale di Cetraro, adatto alla gestione delle urgenze e delle emergenze, non al reinserimento psicosociale degli ex detenuti con disturbi psichici.
Cosa è accaduto
Mattia Spanò, 32 anni, ha scontato quattro anni di carcere per aver accoltellato la madre nel settembre del 2021 durante una crisi psicotica. Al termine della pena, il percorso previsto dalla legge era l’inserimento in una Rems, strutture adatte ad accogliere autori di reato affetti da disturbi mentali. Tuttavia, in Calabria quelle attive sono soltanto due e le liste d’attesa risultano estremamente lunghe.
In assenza di soluzioni, il giovane è stato inizialmente collocato in una casa famiglia a San Sosti, ma una nuova, profonda crisi ha reso necessario il ricovero nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Cetraro. Un ricovero che avrebbe dovuto essere temporaneo, ma che con il passare del tempo si è protratto per settimane, trasformando di fatto l’ospedale in una sistemazione impropria e non idonea a un percorso di recupero.
L’istanza dell’avvocato
Di fronte allo stallo, l’avvocato Angela Cannizzaro, che difende Spanò, ha presentato istanza al giudice di Sorveglianza chiedendo la sostituzione della misura del collocamento in Rems con la libertà vigilata, una soluzione che permetterebbe a Spanò di rientrare nell’abitazione di famiglia a Cetraro, tra l’affetto dei suoi cari e lo stretto monitoraggio dello psichiatra Gennaro Falcone, che lo ha in cura. La decisione del magistrato, però, è attesa solo per il prossimo febbraio
Situazione insostenibile
Secondo l’avvocato Cannizzaro, la sua istanza avrebbe dovuto essere vagliata in tempi brevi e solo in un secondo momento confermata o modificata, così da non lasciare la vita del suo giovane assistito appesa a un filo.
«Un ospedale non può diventare un luogo di parcheggio», è la preoccupazione espressa dalla legale, che sottolinea come la permanenza prolungata in un reparto psichiatrico ospedaliero, isolato e privo di un progetto riabilitativo adeguato, rischi di aggravare ulteriormente le condizioni del ragazzo. «Io lo sento tutti i giorni ed è molto triste. Si sta facendo male su male, secondo me», ha concluso Cannizzaro.