Sezioni
Edizioni locali
01/04/2026 ore 09.48
Cronaca

Mazzette a Crotone, l’ombra della corruzione anche su Cirò Marina: «Oltre a Manica coinvolto un funzionario apicale»

Tra lavori per Mercati Saraceni e campo sportivo, la Procura ricostruisce legami e ingerenze nei lavori pubblici del politico di Forza Italia: avrebbe sfruttato il rapporto con l’allora sindaco Sergio Ferrari (non indagato) per ottenere informazioni dagli uffici del Comune

di Pablo Petrasso

La corruzione (forse) c’è ma non si vede. O, almeno per ora, non se ne riescono a individuare con nettezza contorni e protagonisti. Di sicuro l’inchiesta Teorema della Procura di Crotone punta i fari anche sul comune di Cirò Marina. Altrettanto sicuramente, secondo l’accusa, Fabio Manica – consigliere comunale di Crotone in quota Forza Italia ed ex presidente facente funzioni della Provincia – avrebbe avuto una capacità di “intermediazione” nel Comune cirotano: lo proverebbero le intercettazioni che dimostrerebbero anche l’esistenza di legami grazie ai quali il politico avrebbe ottenuto affidamenti di lavori per la “sua” società e il gruppo di professionisti che a lui farebbe riferimento.

Manica è accusato di aver esercitato pressioni per assegnare appalti sotto soglia in cambio di denaro e altri benefici a una serie di ditte. Di una di queste sarebbe stato anche socio occulto.

Corruzione e appalti pilotati, terremoto a Crotone: tra i 20 indagati il consigliere comunale Fabio Manica – NOMI

Inchiesta Teorema: i sospetti sulla corruzione a Cirò Marina

Le ditte del presunto sistema messo in piedi dal politico – ricostruiscono gli inquirenti – avrebbero ottenuto lavori anche a Cirò Marina: i lavori dei Mercati Saraceni, il rifacimento del campo sportivo, l’asilo nido. Per alcuni di questi lavori la Procura ipotizza il reato di falso ideologico un’ombra più sinistra emerge dal decreto di sequestro preventivo e dalle informative della Guardia di Finanza. È l’ipotesi, ancora non confermate di un funzionario pubblico corrotto che avrebbe potuto facilitare l’adozione di determine illegittime: «È sospettabile, tuttavia, dagli esiti delle intercettazioni… che un “qualche” funzionario presso il Comune di Cirò Marina, con posizione apicale o sovraordinata rispetto ai funzionari che hanno adottato le determine… possa esservi stato. Tuttavia, le indagini allo stato compiute non hanno consentito di rintracciare elementi per la sua individuazione». C’è ma non si vede – almeno per ora.

Per i pm di Crotone – l’inchiesta è coordinata dal procuratore Domenico Guarascio – non è possibile configurare, stando alle prove raccolte finora, il reato di corruzione per gli affidamenti nel Comune di Cirò Marina. Il motivo è molto semplice: non è individuato il possibile funzionario pubblico corrotto all’interno in quell’amministrazione.

Dai lavori alle scuole di Crotone al campo di calcio di Cirò, ecco come funzionava il “sistema Manica”: i dettagli dell’inchiesta 

Il tassello mancante nel “sistema Manica”

Il decreto di sequestro evidenzia come gli affidamenti sarebbero stati determinati in violazione delle norme sull’affidamento diretto di lavori pubblici e costituiscano atti falsi, in quanto avrebbero attestato requisiti professionali in realtà mancanti: l’iter sarebbe la conseguenza di un accordo tra Manica e i destinatari degli affidamenti.

Il consigliere comunale forzista di Crotone avrebbe inoltre pianificato la spartizione degli utili con i destinatari dei lavori, esercitando una costante attività di «intermediazione» per assicurarsi il recupero dei fondi pubblici. Non sarebbe lui, tuttavia, il funzionario pubblico corrotto di Cirò Marina del quale la Procura ipotizza l’esistenza.

Insomma, nel racconto di come gli appalti di Cirò Marina sono finiti nel sistema manca un tassello. Per la Procura c’è la possibilità che un funzionare apicale del comune, non ancora identificato, possa aver avuto un ruolo nell’adozione delle determine illegittime a favore di Manca e dei suo presunti complici.

Pranzi, viaggi e prelievi per 46mila euro: le spese dell’ex presidente della Provincia di Crotone con i soldi delle «tangenti»

Cirò Marina, gli incontri tra Manica e i funzionari comunali

Nell’inchiesta sono documentati numerose conversazioni telefoniche e incontri tra Manica e i funzionari comunali, dove l’ex presidente facente funzioni della Provincia sollecita pagamenti e supervisiona l’esecuzione dei lavori, evidenziando un «potere di ingerenza concreta».

Manica, in sostanza, avrebbe contattato personalmente i funzionari del Comune di Cirò Marina per chiedere il pagamento dei lavori affidati alle ditte a lui vicine e avrebbe incontrato, in accordo con Sergio Ferrari (attuale consigliere regionale, all’epoca sindaco del comune di Cirò Marina ed estraneo alle indagini, ndr) le imprese esecutrici dei lavori per accelerare le pratiche. Questo potere esercitato sia nella fase di liquidazione dei lavori che in quella di esecuzione viene considerato dagli inquirenti «esorbitante» proprio perché il forzista non ha alcun ruolo in Comune. Eppure gli vengono date informazioni senza che gli spettino: un fatto che gli inquirenti sembrano attribuire al rapporto tra Manica e Ferrari, un legame che avrebbe indotto i funzionari del Comune di Cirò Marina a confrontarsi con Manica senza farsi troppi problemi anche su questioni che in teoria non avrebbero dovuto essere affar suo. Questa l’ipotesi: per avere qualche certezza in più bisognerà attendere l’esito degli interrogatori davanti al gip di Crotone: l’appuntamento è fissato per il 7 aprile.