Mendicino, canile municipale sotto la lente della procura
di Salvatore Bruno
Otto avvisi di conclusione indagine sono stati notificati dai carabinieri forestali del nucleo investigativo polizia ambientale di Cosenza ad altrettante persone, gestori e operatori del canile rifugio di Mendicino, tecnici comunali, progettisti e veterinari. Nell’ambito di una inchiesta condotta dalla procura di Cosenza sulle condizioni di sovraffollamento della struttura ubicata in località Terredonniche, nel comune delle serre cosentine.
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Struttura carente e sita in area sottoposta a vincolo
Dagli accertamenti effettuati sarebbe emerso che la struttura ha ottenuto l’accreditamento a canile rifugio nonostante le numerose carenze riscontrate nel corso dei controlli effettuati dalle forze dell’ordine. Dalle indagini è inoltre emerso il canile è situato all’interno di un terreno sottoposto a vincolo idrogeologico, ricadente nella fascia di protezione dell’argine del torrente Caronte e che alcuni lavori al suo interno sono stati eseguiti senza richiedere l’autorizzazione paesaggistica. Per tali motivi non era possibile neanche realizzare e autorizzare la rete fognaria per la raccolta delle acque reflue provenienti dal canile e il successivo allaccio alla rete fognaria comunale, i cui permessi sono stati invece rilasciati dalla locale amministrazione. Le indagini sono state avviate a seguito di un esposto presentato nel novembre 2016.