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23/01/2026 ore 16.50
Cronaca

Morte di Serafino Congi, la madre rompe il silenzio: «Non mi farò zittire, voglio verità per mio figlio»

Nella nota diramata dall’Associazione Antigone – Siamo tutti Serafino, Rosa Nigro denuncia «non solo le carenze del sistema sanitario, ma anche il clima di ostilità istituzionale che sta circondando la sua ricerca di giustizia»

di Redazione
La manifestazione in ricordo di Serafino Congi e i funerali

Con una nota densa di dolore e fermezza, Rosa Nigro, madre del giovane Serafino Congi – tragicamente scomparso il 4 gennaio 2025 a seguito di un infarto dopo alcuno ore di attesa nel Pronto soccorso cittadino – esce allo scoperto per denunciare «non solo le carenze del sistema sanitario, ma anche il clima di ostilità istituzionale che sta circondando la sua ricerca di giustizia».

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Il punto più critico della denuncia riguarda il trattamento ricevuto dai vertici politici locali. Rosa Nigro riferisce pubblicamente di aver ricevuto messaggi da parte dell’ex sindaca Rosaria Succurro. Secondo quanto dichiarato dalla donna, le sarebbe stato contestato di «prestarsi a strumentalizzazioni politiche», un’accusa che la signora Nigro respinge con sdegno: «Come se la morte di mio figlio fosse un pretesto e non la tragedia che ha distrutto la mia vita. Hanno cercato di mettermi a tacere, pensando che il dolore mi rendesse debole, ma si sbagliano».

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«Bisogna aggiungere che ancora ieri la Sindaca FF, subentrata alla Succurro, – continua la nota dell’associazione Antigone - dopo la sua elezione al Consiglio Regionale, accusava la Sig.ra Rosa Nigro di “essere caricata” da qualcuno, come se per se il dolore per la perdita di un figlio non fosse sufficiente a portare una mamma ad esporsi e a lottare per avere giustizia, per riuscire a capire cosa sia andato in tilt il 4 gennaio del 2025 nella Sala Operativa del 118».

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La famiglia denuncia inoltre «una totale assenza di vicinanza da parte delle istituzioni comunali. In particolare, viene contestata la scelta di non proclamare il lutto cittadino, interpretata come la volontà di "stendere un velo pietoso" per non sollevare questioni scomode sulla gestione della sanità locale e sullo stato di abbandono degli ospedali». La madre di Serafino Congi ha coinvolto la locale stazione dei Carabinieri, riservandosi di sporgere formale querela per tutelare la propria posizione e la memoria del figlio. «Non permetterò a nessuno di calpestare la memoria di Serafino per difendere la propria immagine politica», ha ribadito Rosa Nigro con forza.

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Il comunicato si chiude con un ringraziamento alla cittadinanza per l'immenso affetto dimostrato, che contrasta con il "gelo istituzionale" percepito. «La battaglia di Rosa Nigro non è solo una ricerca di pace privata, ma una richiesta di dignità per l'intera comunità, affinché nessun altro cittadino debba soccombere a causa di un sistema sanitario inefficiente e di un potere che tenta di silenziare il dissenso». 

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