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13/01/2026 ore 11.33
Cronaca

Multopoli, Tallini dopo l’assoluzione in appello: «Non porto rancore ma le ferite resteranno per sempre»

L’ex consigliere comunale di Catanzaro parla di «persecuzione giudiziaria» e aggiunge: «Questa sentenza deve far riflettere sui gravissimi danni che il giustizialismo esasperato può produrre a qualsiasi cittadino innocente»

di Redazione Cronaca

«La sentenza di assoluzione piena “perché il fatto non sussiste” nel processo cosiddetto “Multopoli” conferma la correttezza di tutti i miei comportamenti e di tutte le azioni da me compiute nel corso dei vari mandati elettorali». Lo afferma Mimmo Tallini, ex consigliere comunale di Catanzaro e già presidente del Consiglio della Regione Calabria, dopo l'assoluzione nel processo d'appello su presunti illeciti nella gestione dell'amministrazione comunale e nell'annullamento di contravvenzioni per violazioni del Codice stradale.

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«Avevo detto, alla vigilia dell'udienza - prosegue - che non mi interessava la prescrizione che avrebbe comunque lasciato un'ombra di dubbio. Ho avuto piena fiducia nella giustizia giusta, autenticamente super partes, lontana dai riflettori della ribalta, che ha saputo valutare i fatti con imparzialità. Ho avuto fiducia nelle capacità dei miei difensori, e in particolare dell'avvocato Enzo Ioppoli, di dimostrare la mia assoluta estraneità rispetto ai reati che mi erano stati contestati».

«Si chiude così - afferma Tallini - l'ennesima pagina di quella che si è configurata come una persecuzione giudiziaria che tanto è costata a me e alla mia famiglia. Non porto rancore a nessuno, ma le ferite resteranno per sempre. A me interessava dimostrare alle migliaia di persone che negli anni mi hanno accordato un grande consenso di non avere mai tradito la loro fiducia. Devo solo, con amarezza, ricordare che questi presunti “reati”, dichiarati inesistenti dai giudici d'appello, sono stati usati cinicamente dal “giacobino” dei Cinquestelle, Nicola Morra, all'epoca presidente della commissione antimafia, per dichiararmi “impresentabile” alle elezioni del 2020, con l'unico scopo di eliminarmi quasi fisicamente dalla competizione democratica».

«Anche questa vicenda - conclude Tallini - deve fare riflettere seriamente sui gravissimi danni che il giustizialismo esasperato può produrre a qualsiasi cittadino innocente. Il mio pensiero grato va, in questo momento, alla compianta Jole Santelli, l'unica che in quell'occasione ebbe il coraggio di difendermi, senza piegarsi all'arroganza del “giacobino di periferia”».

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