Naufragio di Cutro, chiesta la testimonianza di Salvini e Piantedosi: il Tribunale decide nelle prossime udienze
Le parti civili inseriscono i ministri nelle liste testi sul processo per i presunti ritardi nei soccorsi. Rigettata la richiesta di telecamere in aula: eventuali registrazioni saranno valutate dal collegio
Potrebbero essere chiamati a testimoniare anche i ministri Matteo Salvini e Matteo Piantedosi nel processo sui presunti ritardi nei soccorsi all’imbarcazione carica di migranti naufragata a Steccato di Cutro il 26 febbraio 2023. I loro nomi figurano nelle liste testi depositate da alcuni legali delle parti civili – superstiti e familiari delle vittime – nel corso della prima udienza del procedimento penale davanti al Tribunale di Crotone.
La decisione sull’ammissione delle testimonianze sarà assunta dal collegio giudicante nelle prossime udienze. Per il momento, il Tribunale ha accolto esclusivamente la lista presentata dal pubblico ministero Matteo Staccini. La Procura ha citato complessivamente 69 testimoni, tra cui i sei imputati e il capo del Centro operativo nazionale della Guardia costiera, responsabile dell’Italian Maritime Rescue Coordination Center (Imrcc).
Tra le richieste avanzate dalle parti civili figura anche l’audizione dell’equipaggio dell’aereo “Eagle One” di Frontex, che avrebbe avvistato il caicco “Summer Love” la sera precedente al naufragio. Sarà l’istruttoria a stabilire se e quali ulteriori testimoni verranno ammessi.
Nel corso dell’udienza si è discusso anche dell’acquisizione dei brogliacci delle comunicazioni radio di quella notte. I difensori dei finanzieri hanno chiesto che i documenti vengano prima trascritti da un perito, opponendosi all’acquisizione diretta, mentre gli avvocati dei militari della Guardia costiera non hanno espresso contrarietà.
Il Tribunale ha inoltre respinto la richiesta di consentire le riprese video del processo. Il presidente del collegio penale, Alfonso Scibona, ha ribadito il no alle telecamere in aula, precisando che «sarà il collegio, a fronte di eventuali istanze presentate dai giornalisti, a regolamentare l’accesso alle registrazioni». Il naufragio di Cutro causò la morte di 94 persone, tra cui 35 minori, una delle tragedie migratorie più gravi avvenute sulle coste italiane negli ultimi anni.