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20/02/2026 ore 21.07
Cronaca

Naufragio di Cutro, il Vescovo Checchinato ammonisce: «Un pezzo di storia censurato e negato»

Il capo della diocesi di Cosenza-Bisignano: «Restano i cadaveri che sono arrivati anche questi giorni sulle nostre coste»

di Redazione

«Della strage di Cutro restano i cadaveri che sono arrivati anche questi giorni sulle nostre coste». È il duro monito lanciato da monsignor Giovanni Checchinato, vescovo di Cosenza-Bisignano e delegato regionale della commissione Migrantes, durante la celebrazione di inizio Quaresima della diocesi di Crotone-Santa Severina.

Il rito, fortemente voluto dal vescovo di Crotone mons. Alberto Torriani per ricordare le vittime del naufragio del 26 febbraio 2023, era inizialmente previsto proprio sulla spiaggia di Steccato di Cutro, ma è stato spostato al santuario della Madonna greca di Capo Rizzuto a causa delle avverse condizioni meteorologiche.

Nel suo intervento, mons. Checchinato ha definito la strage «un pezzo di storia che non è stato accolto, è stato censurato, negato e continua ad esserlo». Il presule ha poi richiamato alla necessità di non voltare lo sguardo: «Tutte le tragedie ci debbono interrogare, ma quelle che capitano a casa nostra ancora di più. Questa non può essere dimenticata, deve spingerci a fare domande e a chiedere risposte a chi di queste tragedie ha in qualche maniera la responsabilità».

Secondo il vescovo di Cosenza, quella attuale «è un'Europa che pretende di cancellare la storia, perché le migrazioni appartengono al nostro continente da sempre. Voler opporre tutti i respingimenti possibili ed immaginabili significa voler immaginare che il sole non c'è, semplicemente perché io dico che non c'è».

A margine della riflessione sociale, Checchinato ha lanciato un messaggio spirituale per il tempo penitenziale in corso, invitando a «trasformare i cuori da pietra a carne» rifuggendo le tentazioni legate agli «idoli del potere, del successo, del denaro». La parola chiave della Quaresima, ha concluso il vescovo, resta l'accoglienza, ricordando il magistero di Papa Francesco: «Nessuno si salva da solo».

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