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25/03/2015 ore 10.24
Cronaca

‘Ndrangheta, blitz a Roma contro la cosca Crea: fermato anche un poliziotto NOMI

Operazione della polizia contro le infiltrazioni del clan Crea a Roma. Le accuse sono detenzione e spaccio di stupefacenti, detenzione abusiva di armi e accesso abusivo a sistema informatico, con l’aggravante delle modalità mafiose.

di Redazione

Blitz contro la famiglia Crea, originaria di Reggio Calabria, articolata ormai anche a Roma. L’operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma, ha portato al sequestro di varie attività commerciali riconducibili alla cosca del reggino, che si era infiltrata nel tessuto economico del quartiere Primavalle della capitale.  

 

I nomi delle persone finite in manette nell'operazione della polizia contro la 'ndrangheta a Roma:
Enrico Rocco Crea, 67 anni ; Massimiliano Rocco Crea, 44 anni; Mario Crea, 27 anni; Mirko Bava, 22 anni; Marco Pisani, 47 anni; Sebastiano Cossu, 54 anni; Valter Mancini, 50 anni.

 

Le accuse sono: detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione abusiva di armi e accesso abusivo a un sistema informatico o telematico, tutti aggravati dalle modalità mafiose.

 

Tra gli indagati è stato identificato un poliziotto, in servizio presso la Squadra Mobile, ritenuto responsabile di essersi introdotto nel sistema d'indagine Interforze Sdi, con abuso dei poteri ed in violazione ai doveri inerenti il servizio, per raccogliere informazioni in merito ad indagini a carico dei soggetti coinvolti.

 

Le indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, si sono concentrate sulle attività criminali dagli appartenenti alla famiglia calabrese dei Crea insediatasi nella Capitale da diversi anni ed originaria di Stilo (RC).Il gruppo gestiva diverse attività commerciali nel quartiere romano di Primavalle e si era inserito nel tessuto economico, commerciale e sociale del quartiere, imponendo la propria presenza nel territorio.

 

A conferma della pericolosità criminale degli odierni arrestati sono state acquisite anche le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Gianni Cretarola - esecutore materiale dell'omicidio di Vincenzo Fermia ritenuto il "referente romano" del noto clan Nirta di San Luca (RC) - il quale ha riferito, con dovizia di particolari, la struttura criminale dei Crea ed i suoi collegamenti operativi con altre organizzazioni presenti nella Capitale, primo tra tutte il clan Alvaro di Sinopoli (RC).