’Ndrangheta e ultrà, la suocera di Marco Ferdico: «Non andrò sotto protezione dello Stato, non c'entro con questa vicenda»
Francesca Macrì rompe il silenzio e racconta a MowMag il dramma vissuto dopo la scelta del genero di collaborare con la giustizia: «Mi mancano mia figlia e i miei nipoti, ma non ho alcun motivo per entrare nel programma di protezione»
La scelta di Marco Ferdico di collaborare con la giustizia ha cambiato radicalmente la vita della sua famiglia. Tra le persone coinvolte, pur senza alcun ruolo nelle vicende giudiziarie, c'è anche Francesca Macrì, madre della moglie dell'ex capo ultrà dell'Inter, ed ex moglie di Pietro Andrea Simoncini, anche lui arrestato nei mesi scorsi. Negli ultimi giorni il suo nome è stato accostato all'ipotesi di un ingresso nel programma di protezione, circostanza che però smentisce con decisione.
«Non c'entro nulla con questa storia e non ho alcun motivo per andare sotto la protezione dello Stato», afferma, spiegando di aver voluto chiarire personalmente una ricostruzione che, a suo dire, non corrisponde alla realtà. È il magazine MowMag a raccogliere la sua voce in un’intervista firmata dal direttore Moreno Pisto.
Aurora e i suoi figli sono oggi sottoposti alle misure di tutela previste per i familiari di un collaboratore di giustizia. Una situazione che ha inevitabilmente separato madre e figlia.
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Macrì racconta di non avere contatti con Aurora da quando è iniziato il nuovo percorso della famiglia.
«Mi mancano tantissimo, ma è giusto che lei segua suo marito», spiega. A pesare, oltre alla lontananza dalla figlia e dai due nipoti, è anche la necessità di proteggere gli altri figli, ancora minorenni, dal clamore mediatico.
«A casa ho altri due figli. La più piccola legge gli articoli e si spaventa. È una situazione che non avrei mai voluto vivere.»
«Non mi aspettavo la collaborazione con la giustizia»
La decisione di Marco Ferdico di collaborare con la magistratura è stata per lei una sorpresa. «Per certi aspetti la comprendo, per altri no. Non me l'aspettavo, ma ormai è una scelta fatta.»
Pur manifestando affetto nei confronti del genero, evita qualsiasi giudizio definitivo. «Gli voglio bene, ma non condivido questa decisione. Ognuno, però, è responsabile delle proprie scelte».
Secondo Macrì, oggi Ferdico guarderebbe con occhi diversi agli eventi che lo hanno portato al centro dell'inchiesta sulla criminalità legata alla curva Nord dell'Inter.
Il rapporto con Marco Ferdico
Ripercorrendo il passato, racconta di aver conosciuto Marco Ferdico quando iniziò la relazione con Aurora.
All'inizio, spiega, ignorava il legame sentimentale tra i due. Quando lo scoprì rimase colpita soprattutto dalla differenza d'età, ma osservando la serenità della figlia accettò la relazione.
La vita a Soriano dopo il clamore mediatico
Dopo l'esplosione del caso, Macrì è tornata a vivere a Soriano Calabro, dove racconta di non aver percepito particolari cambiamenti nei rapporti con la comunità. «La gente continua a salutarmi come ha sempre fatto. Vivo normalmente», dice a MowMag.
Ammette che in paese si parla inevitabilmente della vicenda, ma sostiene di non aver mai avvertito atteggiamenti ostili.
Nessun rapporto con l'ex marito Pietro Andrea Simoncini
Nel corso dell'intervista affronta anche il tema dell'ex marito, Pietro Andrea Simoncini, indicato nelle inchieste come uno degli esecutori materiali dell'omicidio di Vittorio Boiocchi.
Su questo punto è netta. «Non ho alcun rapporto con lui da molto tempo e non posso sapere nulla delle sue vicende.»
Per la stessa ragione evita qualsiasi valutazione sulle dichiarazioni rese da Marco Ferdico che chiamano in causa Simoncini in relazione ad altri episodi del passato.