’Ndrangheta imprenditrice a Lamezia, cade l’aggravante mafiosa e interviene la prescrizione per cinque imputati – NOMI
Il Tribunale di Catanzaro ha dichiarato il non doversi procedere per i reati risalenti al 2011. L’operazione risale a maggio 2015 e portò a 36 arresti
Il Tribunale di Catanzaro, Elisa Fabio presidente, Alessandro Tannoia e Marta Pscale a latere, ha assolto cinque imputati coinvolti nell’inchiesta Andromeda, istruita dalla Dda di Catanzaro contro la consorteria di Lamezia Terme Iannazzo-Cannizzaro-Daponte.
In questo stralcio della maxi inchiesta gli imputati erano accusati di intestazione fittizia di beni. Esclusa l’aggravante mafiosa è stata dichiarata l’estinzione dei reati per intervenuta prescrizione. I fatti risalivano al 2011.
Il Tribunale ha dichiarato il non doversi procedere nei confronti di Teresa Acciardi, Adelmo Capucci, Gaetano Dornio, Raffaele Dornio e Antonietta Arzano. Nel collegio difensivo, tra gli altri, gli avvocati Giorgia Greco e Pino Pitari.
L’operazione Andromeda è stata eseguita il 14 maggio 2015 contro la cosiddetta ‘ndrangheta imprenditrice di Lamezia. Una cosca originaria del quartiere di Sambiase e attiva nel campo dell’edilizia oltre di diverse attività economiche. L’operazione portò all’arresto di 36 persone alle quali venivano contestati, a vario titolo, i reati di associazione mafiosa, estorsione, intestazione fittizia di beni, usura, omicidio.
Diviso in diversi tronconi, nel 2020 la Cassazione ha confermato 25 condanne.