’Ndrangheta, la Dda di Reggio Calabria chiede 10 anni di carcere per l’ex capo ultrà del Milan Luca Lucci
Ancora oggi venerato in curva, l’uomo è accusato di essere vicino ai narcotrafficanti della Locride: imputati assieme a lui Francesco Barbaro e Antonio Rosario Trimboli. Nella requisitoria sono stati chiesti complessivamente 351 anni di carcere
La Dda di Reggio Calabria, guidata dal procuratore capo Giuseppe Borrelli, ha chiesto nei giorni scorsi dieci anni di carcere per l'ex capo degli ultras milanisti Luca Lucci (ancora oggi venerato in Curva Sud, come dimostrato in molti reportages) nell'ambito del procedimento “Arangea bis” che coinvolge alcuni elementi di spicco della criminalità della Locride. La notizia è stata rilanciata da Klaus Davi. L'accusa è quella di narcotraffico internazionale che si baserebbe su un gruppo operativo ben rodato nei circuiti sudamericani. A richiedere le condanne è stato il pubblico ministero Nicola De Caria: nella rete della procura sono finiti alcuni presunti elementi di spicco delle famiglie della Locride, tra cui Francesco Barbaro - per il quale la richiesta è di 20 anni di carcere -, Antonio Rosario Trimboli (anche per lui richiesta di 20 anni) e Calabria Rosario (18 anni), oltre a elementi della 'Ndrangheta di Reggio Calabria sud, tradizionalmente collegata a quella delle Locride".
Gli ultrà criminali «in affari» con Fedez ed Emis Killa: le Curve di San Siro tra ’ndrangheta e showbusinessNomi non casuali e legati a quello di Luca Lucci. Secondo gli inquirenti, l'ex capo ultras del Milan in passato scelse Rosario Calabria (cugino di Antonio Rosario Trimboli) come padrino per la Cresima del figlio.
La droga arrivava puntualmente nel porto di Gioia Tauro, poi veniva distribuita ai vari gruppi criminali. Complessivamente il pubblico ministero ha richiesto 351 anni di carcere: l'operazione "Arangea bis” era scattata lo scorso 14 luglio 2025 assieme all'operazione “Oikos”.