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10/07/2026 ore 16.00
Cronaca

‘Ndrangheta stragista bis, la Corte d’Assise d’Appello di Reggio Calabria conferma gli ergastoli per Graviano e Filippone

Dopo il rinvio della Cassazione, la nuova sentenza che condanna al fine pena mai i due imputati per l’omicidio dei carabinieri Fava e Garofalo avvenuto nel gennaio 1994. Un verdetto che ribadisce il patto di sangue tra Cosa Nostra e le cosche calabresi nella stagione delle stragi

di Elisa Barresi

La parola "fine", almeno per questo capitolo d'appello-bis, è stata pronunciata nell'aula bunker di Reggio Calabria. La Corte d’Assise d’Appello ha deliberato oggi 10 luglio 2026 la conferma della sentenza emessa il 24 luglio 2020. Giuseppe Graviano, il boss siciliano di Brancaccio, e Rocco Santo Filippone, espressione della 'ndrangheta reggina, restano condannati all’ergastolo.

Il dispositivo chiude un cerchio giudiziario complesso, iniziato con l'annullamento della precedente sentenza di secondo grado (marzo 2023) da parte della Corte di Cassazione nel dicembre 2024. La decisione odierna ripristina la validità dell'impianto accusatorio originario: l'agguato mortale contro gli appuntati Antonino Fava e Vincenzo Garofalo, avvenuto il 18 gennaio 1994, non fu un episodio isolato di criminalità comune, ma un tassello consapevole della strategia stragista con cui la criminalità organizzata sfidò lo Stato negli anni '90.

Oltre alla massima pena detentiva, la Corte ha disposto il risarcimento delle spese processuali e dei danni per le parti civili, tra cui il Comune di Rosarno e i familiari delle vittime, a cui sono state riconosciute provvisionali e rifusioni delle spese legali. Per il deposito delle motivazioni, che spiegheranno il percorso logico-giuridico che ha portato a questa conferma, la Corte si è riservata 90 giorni.