No a massaggi, bikini e treccine afro nelle vie di Tropea. Macrì: «Così restituiamo decoro alla città»
Tornato alla guida della cittadina turistica dopo due anni di commissariamento, il primo cittadino rilancia le ordinanze. Stop a cantieri privati e rumori. Regole anche per la movida
In azione la polizia locale tra il centro storico e il lungomare. Stop a costumi da bagno lontano dalla spiaggia, piedi scalzi, accattonaggio, consumo di cibo in strada nelle aree vietate e treccine afro abusive. «Non vogliamo fare cassa con le multe, ma riportare Tropea ai suoi standard».
Il sindaco-sceriffo è tornato. E con lui anche le ordinanze che negli anni hanno caratterizzato la gestione di Nino Macrì, rieletto alla guida di Tropea dopo quasi due anni di commissariamento.
L'obiettivo dichiarato è uno solo: restituire decoro alla perla del Tirreno calabrese, già presa d'assalto da migliaia di turisti sin dal mese di giugno. Per questo il Comune ha rimesso in vigore una serie di provvedimenti che erano finiti in secondo piano negli ultimi mesi e che ora tornano al centro dell'azione amministrativa.
Stop a bikini, panini e accattonaggio
Scattano così i controlli della polizia locale contro chi passeggia nel centro storico in bikini, costume da bagno o a torso nudo, contro chi gira a piedi scalzi lontano dalla spiaggia, contro il consumo di panini e cibo per strada nelle aree vietate e contro l'accattonaggio. Stretta anche sulle treccine afro realizzate abusivamente, massaggi e trattamenti pseudo-terapeutici sia sul litorale che nel cuore della città.
«Abbiamo semplicemente ridato attualità a provvedimenti adottati tempo fa e che avevano perso un po' di smalto», spiega Macrì. «Le abbiamo ripubblicate per renderle nuovamente efficaci. I controlli sono già partiti, ma con molto tatto. Non abbiamo intenzione di sanzionare i turisti per divertimento. Le multe rappresentano l'ultima soluzione: il nostro obiettivo è riportare decoro in un borgo che deve essere un salotto».
Un messaggio che gli agenti della polizia locale stanno già facendo passare soprattutto attraverso richiami verbali. Sono infatti numerosi i visitatori sorpresi a passeggiare tra i vicoli del centro in costume da bagno, dimenticando che la spiaggia finisce pochi metri più in là.
Regole anche per la movida
Le ordinanze non riguardano soltanto il comportamento dei turisti. L'amministrazione ha deciso di ribadire anche le regole sulla movida, imponendo una linea più rigida sull'utilizzo della musica nei locali.
«Abbiamo inviato una lettera molto chiara agli operatori della ristorazione e dei bar – spiega il sindaco – e nell'ultima settimana c'è stato un adeguamento spontaneo. Le serate sono consentite, ma devono essere autorizzate e non arrecare disturbo ai residenti».
Vietate anche le treccine afro abusive
Tra le novità figura anche il divieto delle acconciature afro abusive, una pratica che, secondo il primo cittadino, stava prendendo piede non solo sulle spiagge ma anche nel centro storico.
«Non è soltanto una questione di decoro – sottolinea – ma soprattutto di tutela della salute. Non ci sono garanzie sul rispetto delle norme igienico-sanitarie e questo impone un intervento».
Stop a cantieri privati e rumori
Il primo cittadino ha firmato anche l’ordinanza relativa alla sospensione temporanea delle attività edilizie private e delle lavorazioni rumorose nel centro storico e in Piazza Vittorio Veneto durante il periodo di massima affluenza turistica. Le disposizioni saranno in vigore da domenica 5 luglio fino al 30 settembre 2026 compreso
Stop quindi a demolizioni, ricostruzioni, ristrutturazioni, restauri, rifacimento facciate e qualsiasi lavorazione che produca rumore, polveri o vibrazioni. Entro 5 giorni dall'entrata in vigore dell'ordinanza, i privati dovranno rimuovere ponteggi, recinzioni, cassoni, macerie e mezzi d'opera, restituendo le aree al pubblico decoro.
La sospensione non si applica a opere pubbliche o di pubblico interesse; interventi urgenti su reti di servizi (idrica, elettrica, gas, telecomunicazioni); lavori di somma urgenza della Protezione Civile o per eliminare pericoli imminenti alla pubblica incolumità.
«Tropea deve ritrovare equilibrio»
Dietro la stretta, però, c'è una visione più ampia della città. Per Macrì il rischio dell'overtourism è ormai concreto e Tropea deve ritrovare un equilibrio tra la vita quotidiana dei residenti e la crescente pressione turistica.
«Giugno ha fatto registrare numeri da pieno agosto – evidenzia – e arrivano visitatori da tutto il mondo: Stati Uniti, Canada, Australia, Polonia e sempre più anche dal Giappone. È un risultato importante, ma proprio per questo dobbiamo governare il fenomeno e non subirlo».
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E quando gli viene chiesto se si senta un sindaco-sceriffo, la risposta arriva senza esitazioni.
«Sì, mi sono sempre sentito un sindaco-sceriffo. Credo che chi amministra abbia il dovere di far rispettare le regole. Ho sempre considerato Vincenzo De Luca un modello da studiare sotto questo aspetto, naturalmente adattando ogni scelta alla realtà di Tropea. Il nostro metodo è stato spesso criticato, ma oggi viene indicato anche da autorevoli testate nazionali come un esempio».
Un'identità amministrativa che Macrì rivendica con convinzione e che, anche quest'estate, punta a coniugare accoglienza e rispetto delle regole, nella convinzione che il successo turistico di Tropea passi anche dall'immagine e dal decoro della sua città.