Nocera Terinese, il mare avanza e distrugge tutto: promesse, allarmi e l’attesa delle barriere
Mareggiate, ruspe e soluzioni tampone lungo l’ex lungomare San Francesco di Paola. Il sindaco Russo annuncia l’imminente gara d’appalto per le barriere soffolte. Il geologo Tansi avverte: «Senza una strategia organica l’erosione non si fermerà»
La “Venezia calabrese”, si fa per dire. A Nocera Terinese Marina l’iperbole lascia spazio a immagini crude: acqua che invade le strade, alberi divelti, asfalto inghiottito dal mare. Scene che non appartengono solo al passato. Le immagini raccolte negli anni scorsi raccontavano già un litorale allo stremo. Oggi, dopo l’ultima ondata di maltempo, la fotografia è pressoché identica. Il mare entra nella Marina e costringe a interventi d’urgenza, con ruspe al lavoro per innalzare barriere provvisorie e scavare fossi. Soluzioni tampone che non risolvono un’emergenza ormai strutturale.
Il cuore del problema è l’ex lungomare San Francesco di Paola, completato nel 2007 e oggi quasi del tutto scomparso. Un’opera nata – paradossalmente – lontana dal mare e travolta in pochi anni dall’erosione. Una ferita aperta a pochi passi dal centro abitato, dove abitazioni e attività commerciali fanno i conti, stagione dopo stagione, con allagamenti e danni.
Se ne è discusso durante la puntata di Dentro la Notizia, striscia di approfondimento giornalistico su LaC Tv, con il sindaco di Nocera Terinese Saverio Russo e il geologo Carlo Tansi.
Il maltempo non dà tregua alla Calabria: rischio inondazione a Nocera, disagi a Lamezia«Il bilancio è quello che vediamo – ha spiegato Russo –. Da anni abbiamo un intero lungomare praticamente eroso. C’erano due corsie stradali e la passeggiata, oggi siamo sulla seconda a monte: non esiste più niente». Il primo cittadino ha ricordato come, al momento dell’inaugurazione, «il mare distava oltre 150 metri dalla passeggiata», mentre già nel 2012 si manifestavano i primi cedimenti senza che seguissero interventi di protezione.
Un colpo durissimo anche per l’economia locale. «Quest’area doveva essere un volano turistico e commerciale – ha aggiunto Russo –. La mancanza di continuità amministrativa, con quattro commissariamenti in dieci anni, ha rallentato ogni possibilità di intervento».
Sul fronte delle soluzioni strutturali, dopo decenni di annunci, qualcosa sembra muoversi. Il sindaco ha annunciato che il progetto regionale delle barriere soffolte è «in dirittura d’arrivo», con la Conferenza dei servizi indetta dalla Regione Calabria ormai alle battute finali: «Mancano solo i pareri della Soprintendenza e dell’Autorità di Bacino. Subito dopo si potrà andare in gara, con l’auspicio di avviare i lavori entro la primavera».
Ma l’allarme resta alto, come ha evidenziato Tansi, che ha allargato lo sguardo all’intera costa tirrenica calabrese. «Il problema non riguarda solo Nocera Terinese – ha spiegato –. Gran parte della costa tirrenica, da Tortora fino a Villa San Giovanni, è in erosione. Sul versante ionico il fenomeno è meno accentuato, ma anche lì esistono criticità». Secondo il geologo, la causa principale non è naturale: «La natura non c’entra quasi nulla. È l’uomo che ha alterato il sistema: costruzioni negli alvei dei fiumi, riduzione del trasporto solido verso il mare, abusivismo edilizio e mancata pianificazione».
Dalla Regione 6 milioni a 32 comuni per il risanamento ambientale – L’ELENCOTansi ha ricordato come l’occupazione delle fiumare abbia impedito ai corsi d’acqua di portare sedimenti alle spiagge: «Così il mare non viene più alimentato e avanza, erodendo spiagge, lungomari, strade e ferrovie. Il processo va avanti dagli anni Cinquanta ed è inesorabile se non si interviene». Da qui la critica agli interventi frammentari: «Barriere puntiformi e soluzioni locali rischiano solo di spostare il problema più a sud, perché le correnti trasportano la sabbia da nord verso sud».
In passato, ha aggiunto, «c’erano fondi europei disponibili, anche decine di milioni di euro, che sono stati persi per mancanza di una progettazione organica». La richiesta è chiara: «Serve un master plan regionale, una strategia complessiva di difesa della costa. Senza questa visione, ogni intervento rischia di essere inutile».