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12/08/2026 ore 16.21
Cronaca

Omicidio a Cutro, Sulla non risponde al pm: Carabinieri a caccia della pistola con cui il killer ha ucciso il cameriere 21enne

Il 28enne fermato dai carabinieri fa scena muta davanti al pm Staccini. Continuano le indagini per ricostruire il movente dell’assassinio. Il sindaco Voce: «Siamo traumatizzati da quello che è successo»

di Redazione

Ha scelto di non rispondere alle domande del sostituto procuratore della Repubblica di Crotone, Matteo Staccini, il giovane fermato questa mattina dai carabinieri con l'accusa di aver ucciso a colpi di pistola il 22enne bulgaro Sergej Kapterv nel centro abitato di Cutro, nel Crotonese.

Giuseppe Sulla, 28 anni, commerciante di Cutro, accompagnato dal proprio difensore di fiducia, l'avvocato Luigi Colacino, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il pm Staccini ne ha disposto il fermo di indiziato di delitto e per il giovane si sono aperte le porte della casa circondariale di Crotone.

I carabinieri stanno ancora cercando la pistola con la quale Sulla, poco dopo le 5 di questa mattina, avrebbe esploso due colpi al petto del giovane bulgaro dopo essersi fatto aprire la porta della casa in cui abitava il 22enne, impiegato come cameriere in un ristorante della zona.

Il silenzio del presunto omicida rende più difficoltoso il lavoro di ricostruzione del movente ma secondo i primi elementi raccolti dagli investigatori dell'Arma tra i due giovani ci sarebbero stati pregressi rancori per vicende sentimentali che sarebbero sfociati in una lite scoppiata durante una festa e che avrebbe portato al tragico epilogo di questa mattina.

Il sindaco di Cutro: «Traumatizzati da quanto è successo»

«Ci siamo svegliati traumatizzati da questo evento. Era da tanto tempo che non succedevano queste cose». Così il sindaco di Cutro (Crotone), Domenico Voce, commenta all'Ansa l'omicidio del ventunenne di nazionalità bulgara avvenuto questa mattina nel centro del Crotonese. «Le indagini sono in corso. Da quello che emerge sembrerebbe che ci siano stati dei dissidi familiari. Condanniamo il gesto, non è così che si risolvono i problemi. Una giovane vita è stata spezzata. Stiamo cercando di dare una immagine diversa del nostro paese, organizzando eventi culturali, e fatti come questo non aiutano», ha aggiunto Voce.