Omicidio De Tursi a Strongoli, dopo 13 anni la madre scopre il luogo dove fecero ritrovare la moto: «E se anche mio figlio fosse là?»
Gabriele è scomparso dal comune del Crotonese a 19 anni, il suo corpo non venne mai trovato. L’appello della donna alla coscienza di chi sa. «Mio figlio può avere anche commesso degli sbagli. Ma contro di lui c’è stata troppa crudeltà»
«Sì mio figlio può anche avere fatto qualche sbaglio ma tutta questa cattiveria no, non la meritava. E poi… anche la cattiveria di non farmelo ritrovare. È una cosa che non accetterò mai».
Sono passati 13 anni dalla scomparsa di Gabriele De Tursi da Strongoli. Ogni anno, dice sua mamma Anna Dattoli, «diventa più dura». Il ragazzo aveva 19 anni. Il 5 giugno del 2013 era uscito con la sua Honda blu dopo pranzo per andare a prendere un caffè. Si era fatto dare i soldi per la benzina dalla madre e le aveva promesso che sarebbe tornato per portare il suo cane a fare una passeggiata. Aveva anche lasciato il cellulare a casa a caricare. Ma la sua famiglia – padre, madre un fratello e una sorella più grandi – non lo ha più rivisto. Le ricerche partono la sera stessa della sua scomparsa perché la fidanzata di Gabriele si era presentata a casa della famiglia Dattoli annunciando che non riusciva a contattare il ragazzo e sicuramente gli era accaduto qualcosa. Sicuramente aveva avuto un incidente con la moto. Il territorio viene pattugliato ma di Gabriele nessuna traccia.
Il bigliettino sotto la porta della Chiesa
L’anno dopo, nel 2014, qualcuno infila un bigliettino sotto la porta della sagrestia della chiesa della Sanità, o Madonna della Salute, che si trova nel centro del paese. Eppure nessuna telecamera riprende nulla, nemmeno le telecamere installate all’ingresso della stessa chiesa. Il biglietto dava indicazioni per il ritrovamento della moto che riappare, dopo giorni di ricerche, senza un graffio, senza un’ammaccatura, senza ruggine. Non era, quella, la moto di chi aveva subito un incidente, né una moto abbandonata tra le sterpaglie da un anno. Quella era una moto perfettamente conservata. E, purtroppo, rivelarono le analisi del Ris, senza impronte.
Il mistero della moto
Ora, sulla moto c’è tanto da dire. La Honda è stata ritrovata in un uliveto lungo la strada provinciale che dalla 106 porta a Strongoli. La strada per cinque anni è stata interrotta da una frana. Ed era chiusa anche nei giorni in cui Gabriele è scomparso. Per 12 anni, ogni 5 giugno, dopo la messa Anna è andata a portare dei fiori sul luogo del ritrovamento della moto. Un gesto simbolico perché non esiste altro luogo in cui questa madre può piangere suo figlio.
Quest’anno Anna Dattoli ha scoperto che il posto in cui è stata ritrovata la moto non è lo stesso in cui per anni è andata a portare fiori. L’uliveto in cui è stata fatta ritrovare la Honda si trova più in alto, nei pressi del paese, e vi si accede aprendo il cancello di un recinto creato per evitare che scappino vitelli e mucche.
«Ma come hanno fatto a portare la moto fino a là sotto? – si chiede oggi Anna Dattoli – Non c’è un sentiero e la Honda non aveva un graffio. Mancava solo uno specchietto ma non era rotto, era stato smontato».
Poi la domanda, di quelle che tengono il cuore di una madre legato alla speranza: «E se Gabriele fosse seppellito là?».
Ogni anno Anna lancia un appello alla coscienza di chi sa. Racconta di essere stata ricevuta anche dal procuratore di Catanzaro Salvatore Curcio. Anche lui l’ha rincuorata. Nessuno resterà indietro.
Il fascicolo è passato in poco tempo alla Dda di Catanzaro perché aveva tutti i connotati di una lupara bianca. A Strogoli domina la cosca Giglio e all’epoca della scomparsa di Gabriele imperversavano le nuove leve del clan, ragazzi all’incirca della stessa età del 19enne. «Io spero, – dice Anna Dattoli – in un testimone di giustizia».