Sezioni
Edizioni locali
28/08/2026 ore 14.22
Cronaca

Omicidio Scorza a Cassano, il sindaco Iacobini: «Fiducia nello Stato, la città non ceda alla paura»

Il primo cittadino parla di faida tra clan, chiede giustizia invitando la città a marciare unita e a non cedere alla paura.

di Franco Sangiovanni

Dopo il nuovo episodio di violenza che è tornato a insanguinare le strade di Cassano allo Ionio, riaccendendo l'allarme sulla sicurezza e riproponendo l'ombra della criminalità organizzata all'interno del contesto cittadino, immediata la reazione del primo cittadino cassanese, Gianpaolo Iacobini. L'evento ha scosso profondamente la cittadinanza, lasciando dietro di sé un clima di forte apprensione e riaprendo una ferita mai del tutto rimarginata per l'intero territorio. Proprio sull'accaduto è intervenuto con fermezza il sindaco Gianpaolo Iacobini, che ha parlato di «un altro brusco risveglio per la comunità cassanese oggi, per il sangue versato per le strade del paese, con famiglie che piangono chi non c'è più, altre che sono in apprensione per le sorti dei propri congiunti».

Chi era Giuseppe Scorza, il 34enne ucciso a Lauropoli, figlio di Maurizio

Il primo cittadino ha voluto definire la situazione senza mezze misure, sottolineando come «in tutto questo c'è una parola da dire con chiarezza: quello che accade è segno di grande preoccupazione perché pare essere ascrivibile a una ripresa delle dinamiche criminali riconducibile alle attività dei clan dranghettistici presenti e purtroppo attivi nel nostro territorio».

Di fronte all'emergenza, la risposta istituzionale richiede determinazione e rapidità d'azione. Il primo cittadino ha ribadito la necessità di un intervento incisivo da parte degli apparati di sicurezza, dichiarando: «Confidiamo come sempre che le forze dell'ordine facciano fino in fondo il loro dovere, assicurando presto alla giustizia i responsabili di quando è accaduto, perché di questo c'è bisogno in questo momento, di giustizia». La presenza delle istituzioni centrali diventa quindi un tassello fondamentale per la tenuta sociale del comprensorio: «C'è bisogno che lo Stato, che so essere presente nella nostra terra a queste latitudini, faccia avvertire ancor di più del solito la propria presenza per restituire tranquillità ad una comunità alla quale rivolgo un invito». Un invito che si estende immediatamente al panorama politico locale, lanciando «alle forze politiche l'appello a marciare unite anche attraverso iniziative da concordare insieme già nelle prossime ore».

Omicidio a Cassano, ucciso all’alba Giuseppe Scorza a Lauropoli: si segue la pista mafiosa

Oltre al presidio delle forze dell'ordine, la difesa della legalità passa inevitabilmente attraverso la coesione sociale e la fermezza nel non cedere al ricatto della paura. Iacobini ha rivolto «a tutte le istituzioni l'invito a fare rete, a non lasciare nessuno indietro, nessuno solo», focalizzandosi poi direttamente sull'atteggiamento da tenere di fronte all'accaduto. L'esortazione rivolta all'intera cittadinanza è «soprattutto ai miei concittadini quello a non aver paura, a non rinchiudersi in casa per quanto possibile, ad avere fiducia sempre ancor di più nelle istituzioni». La strada del riscatto collettivo rimane infatti l'unica percorribile, «perché questo nostro paese al quale tutti vogliamo bene lo salviamo soltanto se marceremo insieme in questa direzione».