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18/08/2026 ore 12.20
Cronaca

Ornella Forastefano, lo sfogo della figlia: «Mia madre non è morta per il suo cognome ma per la violenza di un uomo»

Maria Cosentino attacca sui social chi diffonde ricostruzioni che ritiene false: «Basta cattiveria, come fate a scrivere che lo ha voluto lei?». E ricorda la madre come una donna che ha sempre lavorato per i suoi figli.

di Redazione Cronaca

«Negli ultimi 2 giorni come apro i social leggo molte persone che volevano davvero bene a mia madre, ma anche molta cattiveria. Non devo dare spiegazioni a nessuno, soprattutto in questo momento di dolore, ma sono costretta perché molte persone pur di fare scoop inventano caz...». Lo scrive su Facebook Maria Cosentino, la figlia di Ornella Forastefano, la donna di 46 anni, lasciata domenica scorsa agonizzante davanti all'ospedale di Trebisacce e poi morta per le lesioni riportate in quella che dovrebbe essere stata un'aggressione.

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Il compagno della donna è stato sottoposto a fermo e stamani, a Bari, è in programma l'udienza di convalida dell'uomo, Elvis Metvelaj, 42 anni, di nazionalità albanese. «Una donna - prosegue la ragazza - che ha sempre lavorato e si è rimboccata le maniche, una donna con "un cognome importante” come lo definite voi, cosa vi cambia? Era una donna che è morta per mano di un uomo, se così si può definire. Perché un uomo che dice di amarti e che soprattutto ti ama, non sarebbe mai capace di fare una cosa del genere. Quindi se proprio volete parlare di mia madre parlate della brutalità che quest'uomo ha avuto nei suoi confronti, parlate di lei, della persona splendida che era».

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Maria si definisce poi «disgustata» dai commenti di persone che «scrivono che l'ha voluto lei. Ma cosa essere uccisa e lasciata avanti l'ospedale senza documenti in fin di vita? Questo meritava una donna? Questo ci meritiamo noi figli? Quindi - aggiunge - vi chiedo, per favore, non date aria alla bocca, perché mia madre, prima di un cognome, era una donna, madre di due figli che ha lasciato da soli e so che si sarà aggrappata in qualsiasi modo pur di restar viva».

Quindi, parlando del compagno della madre, afferma: «spero che che ogni volta che prova a chiudere gli occhi veda l'immagine di mia madre, come io l'ho vista su quel lettino in ospedale». «L'unica cosa che ora voglio - conclude Maria - è poter vedere per l'ultima volta mia madre, sperando che si sbrighino a fare l'autopsia. Tutta la famiglia è distrutta, non ne può più di aspettare tutto questo tempo senza nessuna risposta».