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02/02/2026 ore 18.25
Cronaca

Orrore online, anche in Calabria “clienti” di abusi su minori in diretta: «Catalogo di bambini tra 6 e 14 anni sul dark web»

Un’inchiesta della Procura di Milano e della Polizia Postale ha portato all’identificazione di persone coinvolte in un circuito internazionale di sfruttamento: violenze trasmesse via webcam da Vietnam e Tailandia. Uno degli arresti a Reggio

di Redazione Cronaca

Per la prima volta, grazie a indagini condotte dalla Procura di Milano e dalla Polizia Postale con attività "sotto copertura", analisi di profili criptati e "nuove tecniche informatiche", è stato possibile risalire all’identità dei “clienti” di una vera e propria “industria” dell’orrore. Questi soggetti pagavano per assistere "su webcam in diretta" a violenze sessuali su minori, abusi commessi "materialmente nei Paesi del sudest asiatico", come Vietnam e Thailandia, "con la complicità anche di alcune famiglie disposte a venderli".

L’inchiesta, considerata delicata e "innovativa", è coordinata dai pm Letizia Mannella, responsabile del pool 'fasce deboli', e Giovanni Tarzia, ed è stata condotta dal Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online della Polizia Postale. L’attività investigativa ha portato all’arresto in flagranza di due uomini di 47 e 31 anni, rispettivamente nelle province di Trento e Reggio Calabria, per "detenzione e divulgazione di ingente materiale pedopornografico". Entrambi, insieme ad altri quattro indagati (tra i 47 e i 57 anni, residenti a Roma, Latina, Brescia e Milano), sono accusati di concorso "da remoto" in violenze, ipotesi contestata per la prima volta, relative a casi di "live distant child abuse". Tra questi spicca un ex consigliere comunale di Brescia, recentemente dimessosi.

Gli indagati, tutti incensurati e con apparenti profili lavorativi normali, avrebbero avuto una "partecipazione attiva come clienti a quella mercificazione e schiavizzazione dei bambini, tanto che davano indicazioni, durante queste 'dirette', sugli abusi". Secondo le accuse, "sceglievano le vittime, avendo una sorta di catalogo a disposizione" sul dark web, come spiegato dal procuratore di Milano Marcello Viola e da Ivano Gabrielli, direttore del Servizio Polizia postale e per la sicurezza cibernetica, durante una conferenza stampa.

Tutto il "materiale informatico" sequestrato sarà sottoposto ad analisi per "ricostruire i fatti di indagine, per appurare il coinvolgimento" di altri soggetti e per "l'identificazione dei minori coinvolti, in collaborazione con le agenzie internazionali", tra cui quelle statunitensi. Gli investigatori, nell’inchiesta scattata nel 2024, sono riusciti a "‘bucare’ questo fenomeno già conosciuto", tracciando le "transazioni" che i clienti compivano inviando piccole somme, come 15 dollari, per ottenere quelle immagini in diretta.

"Il contrasto a questo fenomeno in costante incremento, che colpisce i soggetti più fragili, costituisce una delle priorità di questa Procura", ha dichiarato Viola. Le vittime hanno tra i 6 e i 14 anni, ma "su alcune chat" sono state individuate "anche delle trattative per piccoli di due anni". In alcuni casi, i "clienti" si sarebbero spostati nei Paesi interessati per "entrare in contatto con le vittime degli abusi". Il prossimo passo sarà fermare gli organizzatori e i complici di "queste vendite" di bambini.

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