✕
Sezioni
Edizioni locali
01/11/2026 ore 09.44
Cronaca

Orsomarso, il fuoco sfiora la chiesa di Santa Maria di Mercurì: «Antincendio sospeso, così si rischia»

VIDEO | Le fiamme hanno raggiunto il promontorio sul fiume Lao durante la notte, minacciando un luogo di grande valore storico e religioso. L’attivista Pino Maulicino denuncia ritardi nei soccorsi e chiede idranti e telecamere termiche

di Redazione Cronaca

Le fiamme hanno illuminato la notte sul fiume Lao, arrivando a lambire il promontorio sul quale sorge la chiesa di Santa Maria di Mercurì, a Orsomarso. Un incendio divampato nel pomeriggio del 31 ottobre ha tenuto con il fiato sospeso chi conosce uno degli angoli più suggestivi del Pollino, tra boschi, pareti a strapiombo e un patrimonio storico e religioso di grande valore.

Il rogo si è avvicinato pericolosamente alla chiesa e soltanto con le prime ore del mattino è arrivata una notizia rassicurante: alle 8, infatti, su Orsomarso si è abbattuto un temporale che ha contribuito a scongiurare un'ulteriore propagazione delle fiamme. A raccontare quanto accaduto è Pino Maulicino, attivista del Comitato cittadino per la tutela del territorio e contro gli incendi, che nelle ore dell'emergenza ha documentato la situazione con video e dirette social.

Il fuoco sul promontorio durante la notte

L'incendio, secondo la ricostruzione diffusa da Maulicino, sarebbe stato appiccato intorno alle 16 del 31 ottobre. Il forte vento avrebbe poi alimentato le fiamme durante la notte, spingendole verso il promontorio dove si trova la chiesa di Santa Maria di Mercurì.

«Le fiamme stanotte erano proprio sul promontorio e si erano avvicinate molto alla chiesa», ha raccontato l'attivista nell'aggiornamento pubblicato la mattina successiva. Il temporale arrivato alle 8 ha evitato che il rogo continuasse ad avanzare nelle ore successive, ma resta da verificare l'eventuale presenza di danni nell'area e le condizioni dell'edificio.

Il luogo, immerso nel bosco e affacciato sul fiume Lao, ha un valore che va oltre quello paesaggistico. La chiesa rappresenta infatti una testimonianza della storia religiosa del territorio, in un contesto naturalistico particolarmente delicato.

La denuncia sui soccorsi e sulla campagna antincendio

Nel suo primo intervento, Maulicino ha sollevato interrogativi sulla gestione dell'emergenza. Secondo quanto riferito dall'attivista, i Vigili del Fuoco sarebbero arrivati alcune ore dopo l'inizio dell'incendio. Soltanto intorno alle 19, su richiesta del sindaco di Orsomarso, sarebbero stati attivati anche i volontari dei Falchi del Pollino OdV, intervenuti con un pick-up.

Maulicino sostiene che le dirette trasmesse sui social siano servite a richiamare l'attenzione sulla gravità della situazione e a sollecitare gli interventi. Nel mirino finisce anche la sospensione del servizio antincendio di Calabria Verde, che secondo quanto denunciato sarebbe stata disposta dal 25 ottobre, con la conclusione della stagione degli incendi.

«I piromani, il vento e la siccità non vanno in vacanza», è la considerazione dell'attivista, che contesta l'idea di considerare concluso il periodo di rischio con l'arrivo dell'autunno. Una critica che pone il tema della capacità di risposta alle emergenze anche fuori dai mesi tradizionalmente considerati più esposti agli incendi boschivi.

Idranti e telecamere termiche per proteggere la chiesa

Superata la fase più critica, Maulicino chiede di non limitarsi alla gestione dell'emergenza, ma di programmare interventi permanenti per proteggere l'area. La prima proposta riguarda l'installazione di idranti antincendio in punti strategici, sfruttando la presenza del fiume Lao e la disponibilità d'acqua nella zona.

La seconda ipotesi è quella di dotare il territorio di telecamere con rilevamento termico e sensori di fumo, in grado di individuare tempestivamente anomalie di temperatura e segnali iniziali di un incendio, anche durante la notte. I sistemi potrebbero trasmettere un allarme alla centrale operativa, ai Vigili del Fuoco e alla Protezione civile, riducendo i tempi necessari per individuare un focolaio e attivare i soccorsi.

«La tecnologia oggi c'è, basta volerla usare per proteggere la nostra storia», è l'appello di Maulicino. La vicenda di Santa Maria di Mercurì riporta così al centro una questione che riguarda molte aree interne della Calabria: la tutela dei boschi e dei beni culturali non può dipendere soltanto dalla capacità di intervenire quando le fiamme sono già divampate, ma richiede prevenzione, monitoraggio e presidi adeguati durante tutto l'anno.