Paola, l’emodinamica c’è ma non è attiva. La denuncia: «A settembre decedute due persone durante il trasferimento altrove»
La denuncia dell’avvocato Abonante: «Al pronto soccorso (piano terra) si muore mentre al quarto piano c’è tutto il necessario per intervenire». La lettera inviata a Occhiuto e De Salazar
A Paola si tarda ad attivare l’emodinamica e, nell’indifferenza generale, i cittadini muoiono. A gennaio 2025 abbiamo dato notizia della lunga e sofferta attesa di due pazienti, colpiti da sindrome coronarica acuta, che hanno dovuto attendere due giorni prima di essere trasferiti in una struttura dotata di emodinamica, rischiando di riportare gravi danni al cuore. La beffa è che, nell’ospedale di Paola, al quarto piano, la sala emodinamica è pronta da tempo ma non viene attivata.
Due decessi a Paola
E, nel frattempo, a settembre scorso, sono decedute due persone. Lo racconta l’avvocato Ennio Abonante, in una nota inviata alla stampa ma anche al commissario straordinario dell’Asp di Cosenza, Vitaliano De Salazar e al governatore Roberto Occhiuto che è anche commissario straordinario alla Sanità.
«Per come sa bene – scrive Abonante, rivolgendosi a De Salazar –, le patologie cardiovascolari, per definizione, sono tempo dipendenti e le linee guida prevedono che per evitare danni all’organo cardiaco, si debba intervenire con coronarografia ed eventuale angioplastica entro novanta minuti dall’insorgenza dei sintomi. Purtroppo a Paola i medici non sono nelle condizioni di potere garantire un intervento nei tempi previsti e, purtroppo, accade quello che si è verificato nel mese di settembre, quando due persone, colte da malore, sono state trasportate al pronto soccorso dell’ospedale di Paola ed i sanitari dopo una tempestiva diagnosi di sindrome coronarica acuta, attesa l’impossibilità di utilizzare la sala di emodinamica esistente al quarto piano, hanno predisposto il trasferimento presso il Tirrenia Hospital di Belvedere Marittimo, tramite ambulanza medicalizzata del 118, che non è una operazione, comunque, immediata, ma dipende anche dalla disponibilità di uomini e mezzi, ma entrambi i malati sono deceduti prima che arrivassero a destinazione».
Il danno e la beffa
Al dramma di aver perso due pazienti, si aggiunge la beffa di avere una sala emodinamica pronta e dotata anche di medico specializzato. Perché, denuncia Abonante, a Paola continua ad accadere «che pazienti che necessitano di un approfondimento diagnostico urgente tramite coronarografia, per mancanza di posti, sono costretti ad essere trattenuti in reparto, sperando solo nella buona sorte e nel buon Dio. E la beffa è che il dottor Francesco Antonio Rosselli, che a Paola non può effettuare l’emodinamista, per due volte a settimana viene utilizzato presso l’ospedale di Castrovillari per svolgere quelle mansioni!».
La storia di emodinamica a Paola
L’avvocato Abonante spiega al nuovo commissario come è nato il suo attivismo rivolto a questo problema sul territorio paolano: «Nel 2020 ho avuto necessità di rivolgermi ai sanitari dell’ospedale di Paola ed ho iniziato a chiedere alle istituzioni di completare l’offerta dei servizi del reparto di cardiologia… Ho, quindi, ritenuto di farmi portavoce dei pazienti che accusando una sindrome coronarica acuta si rivolgono al pronto soccorso dell’Ospedale di Paola e sono circa trecento all’anno e che dopo la diagnosi e la stabilizzazione, vengono trasferiti, con un equipaggio medicalizzato del 118, che, naturalmente, viene sottratto ai normali compiti di istituto, verso il Tirrenia Hospital di Belvedere Marittimo, ovvero verso l’ospedale di Cosenza, di cui lei è anche direttore generale. Nel 2021, sotto la reggenza del dottor La Regina, dopo il trasferimento del dottor Francesco Antonio Rosselli, emodinamista molto esperto, che svolge queste pratiche da oltre venticinque anni, dal reparto di cardiologia dell’ospedale di Castrovillari a quello di Paola, il servizio era iniziato, ma poco dopo è stato immediatamente sospeso, verosimilmente senza una comunicazione scritta, ma dietro “consiglio” dei vertici Asp. L’Asp di Cosenza, dopo innumerevoli denunzie, raccolte dalla stampa locale ed anche nazionale, ha investito circa due milioni di euro per la ristrutturazione dell’Utic, la creazione di un open space, la ristrutturazione della sala operatoria esistente e la realizzazione di una nuova sala operatoria, per l’acquisto di due angiografi, di cui uno di ultimissima generazione e l’intera struttura a settembre 2024 ha ottenuto il collaudo da parte dei tecnici dell’Asp».
La preghiera: «Attivate emodinamica»
«Dopo sei anni, non è stata fornita una risposta ai miei perché – scrive l’avvocato – e non riesco ancora a comprendere il motivo dell’ostinazione a non consentire che questa pratica medica venga autorizzata almeno in regime ordinario, sussistendo tutti i requisiti oggettivi e soggettivi. Per questo mi rivolgo a Lei, chiedendoLe di interessarsi a questa problematica e di volere, finalmente, autorizzare il servizio. L’emodinamica, oltre a salvare vite umane, allevierebbe il carico di lavoro del servizio del 118, che è già carente in uomini e mezzi ed alleggerirebbe anche le pratiche emodinamiche dell’ospedale di Cosenza».
La richiesta a Occhiuto: «Garantisca ai cittadini una chance di essere salvati»
«Ed infine, mi rivolgo al governatore Occhiuto, non da cittadino a Presidente di Regione, ma da paziente a paziente: purtroppo anche tu sei stato dall’altra parte ed immagino che anche davanti ai tuoi occhi, durante quel terribile periodo, siano passate le immagini di tutta la tua vita, dei tuoi affetti, delle persone più care e per fortuna il buon Dio ci ha messo la Sua Santa mano e tutto si è risolto per il meglio. Ma, hai, comunque, avuto la possibilità di ricevere le cure più appropriate. Avendone la possibilità, perché tu ce l’hai, fai in modo che tutti noi calabresi possiamo avere non la certezza di essere salvati, perché quella ci può essere data, per chi crede, solo dal nostro Signore, ma, almeno, la chance che qualcuno abbia provato a farlo, anche per non sentirti responsabile degli eventuali decessi».
L’avvocato non nasconde la paura che dietro questo immobilismo ad attivare emodinamica a Paola vi siano calcoli politici: «In attesa di un cortese riscontro, non posso esimermi dal denunziare che il problema non interessa più la classe politica, visto che, evidentemente, non essendoci elezioni in vista, non rientra più nella loro agenda».