Presidio di San Lucido, i manifestanti: «Grazie a chi ci è stato vicino. Vergogna per chi ha scelto di ignorarci»
I manifestanti ringraziano cittadini e sostenitori per la solidarietà ricevuta e denunciano la mancata attenzione di alcuni rappresentanti istituzionali: «Non arretreremo finché non arriveranno risposte concrete»
«Vogliamo innanzitutto rivolgere un grazie sincero a tutti coloro che, in questi giorni di presidio a San Lucido, non ci hanno mai fatto mancare il proprio sostegno e la propria solidarietà. A chi ci ha portato la colazione, il pranzo e la cena, a chi si è preoccupato che non ci mancasse nulla, a chi è passato anche solo per stringerci la mano e incoraggiarci: avete dimostrato che la vicinanza umana vale molto più di tante parole di circostanza». E’ quanto scrivono in una nota i manifestanti del presidio di San Lucido.
«Avete dimostrato che, mentre alcuni preferiscono voltarsi dall’altra parte, c’è ancora una comunità capace di stare accanto a chi lotta per il proprio lavoro e per il futuro delle proprie famiglie. A voi va la nostra gratitudine più grande.
Ma accanto alla gratitudine, oggi sentiamo anche il dovere di esprimere la nostra amarezza e la nostra indignazione nei confronti di alcuni rappresentanti delle istituzioni che hanno scelto di non dare alcun peso alla nostra protesta.
La consigliera regionale Luciana De Francesco, invitata a un evento sportivo a San Lucido, non ha trovato neppure il tempo di passare dal presidio. Non chiedevamo promesse, né passerelle, né dichiarazioni di circostanza. Chiedevamo soltanto di essere ascoltati. Evidentemente, per qualcuno, i problemi di chi lavora e fatica possono aspettare.
Lo stesso vale per l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo che, di passaggio per calibrare gli equilibri della maggioranza del Comune di Paola e dopo per l’inaugurazione dell’Oktober Fest, ha avuto l’occasione di brindare e partecipare a un momento di festa, senza però fermarsi a confrontarsi con chi, a pochi passi, manifesta per difficoltà reali e sempre più insostenibili.
Siamo ancora in attesa di una risposta a una sua affermazione che ci ha profondamente colpiti: chi sarebbero, secondo lui, gli agricoltori veri che non manifestano? Vorremmo che venisse a dircelo guardandoci negli occhi. Perché chi scende in strada non lo fa per divertimento, per perdere giornate di lavoro o per capriccio. Lo fa quando non riesce più a farsi ascoltare in altro modo.
E non possiamo tacere neppure l’atteggiamento di una rappresentante della Lega che, passando davanti al presidio, ha pensato bene di rivolgersi a noi con epiteti offensivi e di congedarsi mandandoci a quel paese. Non ripeteremo quelle parole: si commentano da sole. Ma ricordiamo a chi ricopre un ruolo politico che il dissenso non si insulta e chi protesta non si umilia. Si ascolta, si rispetta e, soprattutto, si risponde nel merito.
Noi non chiediamo privilegi. Chiediamo rispetto, risposte concrete e il diritto di poter lavorare senza essere schiacciati dal peso dei costi, dalle difficoltà economiche e dall’indifferenza di chi dovrebbe rappresentarci.
Il nostro presidio non è una passerella politica, né un luogo in cui venire a raccogliere consensi. È il luogo in cui persone stanche, preoccupate ma determinate hanno deciso di alzare la voce perché non intendono più subire in silenzio.
A chi ci ha sostenuto diciamo grazie. A chi ci ha ignorato diciamo che non dimentichiamo. A chi ci ha insultato come la rappresentante del partito della lega di Salvini al comune di Paola diciamo che non ci faremo intimidire.
Potete ignorarci, potete evitarci, potete persino insultarci. Ma non potete cancellare i problemi che ci hanno portato qui.
Non arretreremo di fronte all’indifferenza e non ci lasceremo dividere o mettere a tacere. Finché non arriveranno risposte serie e impegni concreti, la nostra protesta continuerà.
Perché la dignità non si mette a tacere, il lavoro non si difende con i brindisi e il silenzio delle istituzioni non fermerà la voce di chi lotta per il proprio futuro».