Processo Crypto, oggi l’udienza in Cassazione per il rito abbreviato
Previsti gli interventi della Procura generale e dei difensori. Poi la sentenza (forse a tarda notte). In Appello era caduta l’aggravante della transnazionalità
È fissata per questa mattina davanti alla Corte di Cassazione l’udienza del rito abbreviato nato dall’inchiesta Crypto, l’indagine antimafia della Dda di Reggio Calabria su una presunta associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico, ricondotta al gruppo Cacciola-Certo-Pronestì di Rosarno pronto a smerciare droga anche in provincia di Cosenza.
Sono previsti l’intervento della Procura generale e, a seguire, le discussioni dei difensori degli imputati. La decisione degli ermellini dovrebbe arrivare nelle ore successive.
Il procedimento approda davanti ai giudici di legittimità dopo la sentenza di secondo grado emessa dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria, che aveva parzialmente ridefinito l’impianto del primo grado. In appello, infatti, i giudici avevano escluso che i rosarnesi fossero promotori dell’ampio sodalizio criminale, qualificandoli invece come semplici partecipi.
Una valutazione che aveva inciso sulla rideterminazione di numerose posizioni. La Corte d’Appello aveva rimodulato 40 condanne, intervenendo sui ruoli attribuiti agli imputati e sull’inquadramento complessivo del gruppo al centro dell’inchiesta.
Nel secondo grado di giudizio era inoltre caduta l’aggravante della transnazionalità, contestata nell’ambito della presunta organizzazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti.
Nonostante la revisione di parte dell’impianto accusatorio, le condanne inflitte ai cosentini Roberto Porcaro e Francesco Suriano erano rimaste tra le più alte, insieme a quella di Francesco Cambria.
Secondo la ricostruzione della Dda reggina, Crypto avrebbe riguardato un presunto circuito criminale organizzato nel settore del narcotraffico, con al centro il gruppo Cacciola-Certo-Pronestì di Rosarno e una rete di rapporti funzionale alla gestione degli affari illeciti.