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15/04/2018 ore 13.56
Cronaca

Processo “Italia che lavora”, tutti assolti

L'indagine aveva portato, nel 2015, all'individuazione di una presunta rete di condizionamento degli appalti nel comune di San Luca. Ora per i cinque imputati arriva l'assoluzione

di Ilario Balì

La Corte d’Appello di Reggio Calabria ha assolto cinque imputati accusati di illecita concorrenza in relazione al processo scaturito dall’inchiesta “Italia che lavora”. Francesco Cosmo, Antonio Nirta, Sebastiano Nirta, Antonio Cosmo e Giuseppe Cosmo sono stati assolti perché il fatto non sussiste. A discutere la loro posizione davanti ai togati reggini gli avvocati Marco Tullio Martino, Guido Contestabile, Vincenzo Nobile e Pietro Bertone.

 

L’indagine “Italia che lavora” ha avuto inizio nel 2005 quando i carabinieri hanno ritenuto di individuare a San Luca alcuni soggetti, tra cui degli imprenditori, che avrebbero posto in essere atti di concorrenza sleale volti al controllo o comunque al condizionamento dell’aggiudicazione e dell’esecuzione di alcuni appalti pubblici banditi da Comune, Provincia e Regione, per un importo totale di diversi milioni di euro.