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22/04/2026 ore 21.37
Cronaca

Processo per violenze di gruppo su una ragazzina a Seminara, tre giovani assolti. In primo grado erano stati condannati a 4 anni

Nell'inchiesta erano stati coinvolti anche diversi maggiorenni, sei dei quali erano stati condannati in primo grado dal gup di Palmi nel processo con rito abbreviato

di Redazione

La Corte d'appello per i minorenni di Reggio Calabria ha assolto tre giovani, minorenni all'epoca dei fatti, dall'accusa di avere fatto parte del branco che dal 2022 al 2023 avrebbe violentato una minorenne a Seminara (Reggio Calabria). In primo grado i tre erano stati condannati a 4 anni di reclusione. Lo rende noto l'avvocato Antonino Napoli, uno dei legali del collegio difensivo.
 

Secondo la ricostruzione iniziale dell'accusa, i giovani, appartenenti a contesti familiari diversi ma legati da rapporti di conoscenza, sarebbero stati coinvolti in episodi di violenza sessuale di gruppo. Le indagini avevano portato il Tribunale per i Minorenni a emettere una sentenza di condanna, ritenendo attendibili le versioni accusatorie e giudicando sufficiente il quadro probatorio.

La Corte d'appello per i minorenni, afferma Napoli, «ha però affrontato il caso con un approccio radicalmente diverso. Nel corso del giudizio di secondo grado, i giudici hanno analizzato nuovamente ogni elemento, valutando con particolare attenzione la coerenza delle dichiarazioni, la loro attendibilità e l'assenza di riscontri oggettivi. È emerso un quadro molto meno solido di quanto ritenuto in primo grado influenzato da dinamiche familiari e sociali complesse che non hanno trovato supporto in elementi esterni».
 

Al termine del processo, la Corte ha quindi accolto i ricorsi presentati dal collegio difensivo rappresentati dagli avvocati Antonino Napoli, Giovanni Piccolo, Vladimir Solano e Michele Gullo. «Una decisione - afferma Napoli - che non lascia margini interpretativi e che riconosce l'assenza di responsabilità degli imputati rispetto ai gravissimi reati contestati. Per i giovani coinvolti, la sentenza rappresenta la fine di un percorso giudiziario lungo e doloroso. Per le loro famiglie, un sollievo che arriva dopo anni di incertezza, preoccupazione e stigma sociale». Nell'inchiesta erano stati coinvolti anche diversi maggiorenni, sei dei quali erano stati condannati in primo grado dal gup di Palmi nel processo con rito abbreviato.