Processo per la strage del Raganello, le arringhe delle difese prima del rinvio: «Una tragedia imprevedibile»
Prima della decisione del collegio di rimandare la sentenza a settembre i quattro avvocati difensori del sindaco Tocci e di Giovanni Vangieri si sono alternati portando avanti le proprie tesi e chiedendo l’assoluzione per entrambi gli imputati
Sulla tragedia del Raganello si allunga l’ombra della prescrizione già in primo grado: è il colpo di scena principale arrivato dal Tribunale di Castrovillari, dove si è celebrata una nuova udienza che si pensava dovesse essere l’ultima. E invece il collegio giudicante ha rinviato il dispositivo al 18 settembre prossimo, quando saranno trascorsi otto anni e ventotto giorni dal tragico evento che scosse l’Italia. La prescrizione per l’accusa di omicidio colposo plurimo, però, che pende sulle teste del sindaco di Civita, Alessandro Tocci, e del responsabile della società Sibari Natura, Giovanni Vangieri, arriva dopo sette anni e sei mesi. Una eventualità che sembrava distante anni luce ma che adesso appare come reale.
Strage del Raganello, l’ombra della prescrizione sulla sentenza che arriverà a più di 8 anni dalla tragedia con 10 mortiLe dichiarazioni dei legali difensori: «Tragedia imprevedibile»
L’udienza, iniziata alle 10, ha visto alternarsi fino alle 14 (con una breve sospensione intorno a mezzogiorno) i quattro avvocati difensori di Vangieri e Tocci: Franzese, Belvedere, Laghi e Rosa hanno uno dopo l’altro ripercorso le tesi difensive portate avanti nel corso degli anni. In particolare, i due legali del sindaco di Civita hanno a più riprese asserito come il loro assistito non fosse responsabile di quanto accaduto alla luce della ormai tristemente nota allerta gialla stabilita per il giorno della tragedia: «Riteniamo – spiega Riccardo Rosa – che anche in presenza di un allarme giallo il sindaco Tocci si sia comportato come doveva, adeguandosi a tutte le prescrizioni. In tal senso, è ovvio che il procedimento penale deve valutare la condotta ex ante rispetto a quanto accaduto e, facendo questo, non si riscontra alcun tipo di criticità».
A Rosa fa eco l’altro difensore di Tocci, Roberto Laghi, che sottolinea come «nessuno abbia detto al sindaco di Civita quello che stava accadendo nel territorio di San Lorenzo Bellizzi e questo, forse, avrebbe dovuto orientare diversamente le indagini». Il riferimento è, ovviamente, alla bomba d’acqua arrivata improvvisamente, le cui avvisaglie si notavano nel vicino comune citato dal legale.
Dal canto loro, i legali di Vangieri, titolare della società che garantiva le escursioni, hanno sottolineato come a loro parere la Sibari Natura fosse assolutamente in una posizione di impossibilità di prevedere un evento tragico come quello del 20 agosto 2018: «Quello che mi preme sottolineare è che quanto accaduto era assolutamente non prevedibile, quindi non evitabile, e certamente non può essere addebitato al legale rappresentante di una società che svolgeva solo l’accompagnamento all’interno delle gole e lo faceva attraverso una persona estremamente preparata come il compianto Antonio De Rasis».
Terminate le arringhe, si attendeva la decisione del collegio: le previsioni in aula erano o di un rinvio a stretto giro o di una sentenza entro la giornata, ma il rinvio al 18 settembre prossimo ha spiazzato tutti i presenti. Con l’ombra della prescrizione che ormai sembra essere lunga sulla tragedia.