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14/10/2026 ore 17.02
Cronaca

«Protestiamo per tutti, ma non si vede nessuno»: rabbia e delusione tra gli agricoltori in Calabria

Terzo giorno di presidio nel Cosentino, mentre la protesta continua Falerna e si allarga Corigliano-Rossano con l’adesione dei pescatori: «Il gasolio è triplicato, teniamo le barche ferme». Venerdì scattano quattro presidi strategici

di Redazione Cronaca

«Noi siamo qui, siamo al terzo giorno e stiamo combattendo per tutti, ma qui non si vede nessuno». La protesta contro il caro carburanti in Calabria continua, ma tra gli agricoltori del Cosentino si fa strada anche la delusione per quella che viene percepita come una scarsa solidarietà da parte delle altre categorie. Intanto la mobilitazione si allarga ai pescatori, alle prese con costi del gasolio che mettono a rischio la sostenibilità delle attività.

Al quadrivio di località Bianchino, a Castrovillari, il presidio è arrivato al terzo giorno. Qui si incrociano la Strada statale 241 e la Provinciale 174, in un punto strategico per la viabilità del territorio. A parlare è Anna Schettino, portavoce del comitato degli agricoltori di Cassano, Castrovillari, Firmo e Cerchiara, che lamenta l’assenza di negozianti, dipendenti, studenti e rappresentanti politici.

«Le uscite in mare non coprono neanche il carburante»: la rabbia dei pescatori al presidio sulla statale 106

«Protestiamo per tutti, ma non si vede nessuno»

Schettino richiama anche quanto accaduto durante le fasi più difficili della pandemia, quando il mondo agricolo mise a disposizione i propri mezzi per le operazioni di disinfestazione delle strade. Oggi, sostiene, quella disponibilità non sarebbe ricambiata.

«Adesso non ci rappresentano, non ci aiutano, neanche portando una bottiglia d'acqua. Io credo che ancora non si è capito che queste manifestazioni non sono solo per gli agricoltori ma per tutte le famiglie che oramai non arrivano più nemmeno al 5 del mese».

Da qui l’appello a una mobilitazione più ampia, con la proposta di una giornata di chiusura di negozi, scuole e uffici. Il timore è che la crisi delle aziende agricole finisca per ripercuotersi sull’intera economia locale: «Se si chiudono le aziende, ne soffriranno anche le attività commerciali ed economiche del territorio».

Al presidio non mancano comunque cittadini che condividono le ragioni della protesta. Tra loro un dipendente regionale, che spiega di essere vicino agli agricoltori pur non appartenendo alla categoria: «Non sono io fuori luogo, è il contesto attuale del carovita a essere insostenibile».

«Non sono un agricoltore - ha aggiunto - ma sono vicino agli agricoltori perché sono un padre di famiglia e so quanto l'aumento dei carburanti pesi sul bilancio quotidiano di chiunque debba spostarsi per lavoro».

Protesta degli agricoltori a Falerna: presidio fino a giovedì notte, poi il blocco degli autotrasportatori

Da Falerna a San Marco Argentano, venerdì quattro presidi fissi

La mobilitazione prosegue anche allo svincolo dell’A2 di Falerna, dove agricoltori e trattori sono tornati a riunirsi, seppure in numero inferiore rispetto ai giorni precedenti. Presenti striscioni e bandiere del Movimento Territorio e Agricoltura. Il presidio è seguito dalle forze dell’ordine.

Le ragioni della protesta restano legate soprattutto al costo del gasolio, che pesa sulle aziende agricole e si riflette sui bilanci di cittadini, lavoratori e imprese. L’attenzione è ora rivolta a venerdì 16 ottobre, quando in Calabria dovrebbero diventare operativi quattro presidi fissi nei principali nodi logistici regionali.

I punti individuati sono il porto di Gioia Tauro, l’area aeroportuale di Lamezia Terme, la rotonda dello Scalo di San Marco Argentano e la zona dei depositi di carburante a Vibo Marina. Altri presidi sono attivi a Spezzano Albanese, San Marco Argentano e in contrada Piana, al confine tra Cerchiara di Calabria e Francavilla Marittima.

Il caro gasolio ferma anche i pescatori: «Costi triplicati»

La protesta contro il caro carburanti e l’aumento delle spese per le attività produttive ha coinvolto anche il comparto della pesca. A Corigliano-Rossano, lungo la Statale 106, si è svolto un sit-in con pescatori, agricoltori e allevatori insieme per chiedere misure urgenti.

Un pescatore ha descritto le difficoltà della categoria, per la quale il carburante rappresenta una voce determinante dei costi operativi: «Il costo del gasolio per noi pescatori - ha detto un manifestante - si è triplicato ed il costo del gasolio nella nostra attività incide all'80%. Le nostre barche, che costano centinaia di migliaia di euro, le teniamo legate alla banchina perché non riusciamo a tenere il passo con il costo delle spese».

Una situazione che, secondo i manifestanti, rende sempre più difficile uscire in mare e mantenere in attività le imprese. Al sit-in era presente anche Mario Oliveto, agricoltore e allevatore di Corigliano-Rossano, che ha chiesto al governo di intervenire dopo giorni di proteste e presidi.

«Noi non siamo in guerra con nessuno - ha aggiunto Oliveto - non ci interessa delle armi, non ci interessa niente. La guerra la stanno facendo a noi agricoltori e famiglie, come potete vedere, e per questo siamo qui oggi».

La richiesta è quella di un intervento immediato sul costo dell’energia e dei carburanti: «Quindi, noi chiediamo al governo che ci prenda in considerazione e che faccia degli accordi immediatamente con dei paesi che ci diano il petrolio a prezzi calmierati perché noi non possiamo andare avanti così».

Dal Cosentino al Lametino, fino alla costa ionica, la protesta riunisce dunque comparti diversi, accomunati dalla denuncia di costi diventati difficili da sostenere. Gli agricoltori chiedono solidarietà e risposte politiche, mentre i pescatori avvertono che senza un cambiamento le barche rischiano di restare in banchina e le aziende di non riuscire più a reggere il peso delle spese.

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