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06/03/2026 ore 07.21
Cronaca

Randagismo in Calabria tra emergenza e responsabilità: l’appello di sindaci, veterinari e volontari

Durante l’ultima puntata di Dentro la Notizia è stata analizzata la gestione degli animali senza padrone. Dal recupero sul territorio alla permanenza nei rifugi fino alle adozioni, emergono criticità legate a risorse economiche, strutture e coordinamento istituzionale

di Redazione Cronaca

Il fenomeno del randagismo resta una delle questioni più complesse da affrontare nei territori. Un problema che coinvolge istituzioni, servizi sanitari, volontariato e cittadini, e che richiede una gestione articolata che va dalla cattura degli animali fino al loro percorso di cura e adozione. È stato questo il tema al centro dell’ultima puntata di “Dentro la Notizia”, il programma di approfondimento giornalistico di LaC Tv condotto da Salvatore Bruno (RIVEDI QUI LA PUNTATA).

«Una puntata dedicata al fenomeno del randagismo, tutt’altro che semplice da gestire perché implica il coinvolgimento di diversi soggetti, dalle istituzioni alle strutture sanitarie fino alle associazioni», ha spiegato il giornalista in apertura della trasmissione.

In studio con lui Tiziana Bonofiglio, responsabile dell’Unità di Igiene urbana veterinaria dell’Asp di Cosenza, arrivata con Atos, un boxer meticcio recuperato sul territorio e oggi in cerca di una famiglia.

«Avrà circa due anni – ha raccontato la veterinaria – viene dal comune di San Vincenzo La Costa ed è stato recuperato dal nostro servizio cattura circa trenta giorni fa. È un cane molto socievole, probabilmente aveva un proprietario. Non aveva il microchip e questo è uno dei problemi principali: restituiamo pochissimi cani perché l’anagrafe canina spesso non funziona e mancano controlli».

Il percorso previsto dalla legge: dalla cattura all’adozione

Nel corso della trasmissione Bonofiglio ha ricostruito il meccanismo previsto dalla normativa. «La legge distribuisce le competenze tra comuni, servizi veterinari delle aziende sanitarie e associazioni di volontariato. Ai comuni spetta la vigilanza del territorio e la verifica delle segnalazioni dei cani vaganti. Quando arriva una segnalazione, il comune richiede il servizio cattura all’Asp».

Una volta recuperato l’animale, entra nel canile sanitario dove i veterinari provvedono a identificazione, cure e sterilizzazione.

«Il cane resta nel sanitario per circa sessanta giorni, periodo entro il quale un eventuale proprietario può riscattarlo. Dopo questo tempo può essere sterilizzato e dato in adozione. In realtà – ha precisato – grazie alla normativa regionale è possibile anche l’affido temporaneo già dopo trenta giorni».

Dal canile di Vibo Valentia: il ruolo dei volontari

La trasmissione si è poi spostata in collegamento dal canile comunale di Vibo Valentia, dove l’inviata Cristina Iannuzzi ha raccontato la realtà quotidiana della struttura gestita dall’associazione Argo.
«Oggi ospitiamo 198 cani, compresi i cuccioli», ha spiegato la presidente dell’associazione Marika Barreca, mostrando alcuni dei piccoli ospiti del canile. «Molti arrivano dal territorio, ma capita anche che vengano segnalati in altri comuni e poi finiscano qui».
Tra gli ospiti del collegamento anche Francesco Colelli, assessore al Randagismo del Comune di Vibo Valentia, e Simona Scarcella, sindaca di Gioia Tauro e presidente regionale vicaria di Anci.

«Servono più fondi e più collaborazione»

Scarcella ha sottolineato la dimensione sanitaria e sociale del fenomeno in Calabria. «Il randagismo non è solo un tema legato all’amore per gli animali. È anche un problema igienico-sanitario importante. Molto spesso le Asp lamentano la mancanza di fondi e l’impossibilità di intervenire sia per l’accalappio dei cani sia per la sterilizzazione, che è la principale strategia su cui dovremmo puntare».

Da qui l’appello alle istituzioni superiori. «Noi Comuni siamo in prima linea perché i cittadini segnalano direttamente a sindaci e polizie municipali la presenza di cuccioli o cani abbandonati. Ma mantenere queste strutture richiede risorse. È necessario che governo regionale e nazionale garantiscano stanziamenti adeguati».

Colelli ha invece posto l’accento sul peso che grava su alcune amministrazioni.

«Solo metà dei Comuni della provincia ha convenzioni con i canili. Questo significa che molti cani finiscono inevitabilmente nel canile comunale di Vibo Valentia, costringendo l’Amministrazione e l’associazione Argo a sostenere sforzi enormi per gestire animali che spesso provengono da altri territori».

Il nodo delle strutture e delle responsabilità

Nel dibattito è intervenuto anche l’avvocato Giuseppe Trocino, rappresentante dell’Enpa di Crotone, che ha denunciato le difficoltà strutturali.
«In Calabria spesso le amministrazioni non realizzano canili pubblici. Questo ha favorito la nascita di strutture private attorno alle quali gravitano interessi economici rilevanti. E dove ci sono interessi economici sappiamo bene che la criminalità organizzata può trovare spazio».
Il quadro delle strutture resta disomogeneo. «Nella provincia di Cosenza ci sono diversi canili sanitari e rifugi – ha spiegato Bonofiglio – mentre in altre realtà la situazione è molto diversa».
Sterilizzazione e adozioni, la strada per ridurre il fenomeno
Dal canile di Vibo Valentia è arrivato anche un aggiornamento sulle attività di controllo del territorio.
«Dal 2019 – è stato spiegato – abbiamo sterilizzato 148 femmine attraverso il programma di sterilizzazione e reimmissione. Non tutti i cani sono adottabili: alcuni sono molto ferali e non idonei a vivere in box a vita. Tornano quindi sul territorio, ma sterilizzati, evitando così la nascita di nuovi branchi».

In chiusura, la sindaca Scarcella ha rilanciato la necessità di un lavoro condiviso. «Serve maggiore collaborazione tra volontari, Asp e comuni. Solo così questi animali smetteranno di essere percepiti come un problema e torneranno a essere semplicemente una presenza preziosa per le nostre comunità».
E mentre la puntata si concludeva, dallo studio di Cosenza arrivava un ultimo appello per Atos, il boxer meticcio ospite della trasmissione. «È un cane bravissimo – ha detto Bonofiglio – merita di essere adottato».