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25/03/2025 ore 15.07
Cronaca

Ricettazione di reperti archeologici, assolto il vicepresidente della Regione Filippo Pietropaolo

L’inchiesta risale al 2017 su una associazione dedita al traffico di reperti trafugati dalle aree archeologiche del crotonese. La Procura aveva chiesto una condanna a due anni per il politico accusato di essere entrato in possesso di una moneta di particolare pregio

di Luana Costa

È stato assolto dall’accusa di ricettazione il vicepresidente della giunta regionale della Calabria, Filippo Pietropaolo. Così ha deciso il Tribunale di Crotone nell’ambito del processo scaturito da una inchiesta scattata nel 2017 su una organizzazione dedita al traffico di reperti archeologici di provenienza illecita, trafugati dalle aree archeologiche del crotonese.

In particolare, secondo l’ipotesi accusatoria, Filippo Pietropaolo, all’epoca dei fatti consigliere delegato della società Seta, avrebbe ricevuto una moneta dei Bretti, ritenuta di particolare pregio, da un docente, poi deceduto, in cambio dell’assunzione di suo figlio.

Lo scorso ottobre la Procura di Crotone aveva invocato una condanna a due anni di reclusione per l’esponente di Fratelli d’Italia. Il Tribunale di Crotone lo ha oggi, invece, assolto perché il fatto non costituisce reato. Il vicepresidente della giunta è stato difeso dall’avvocato Francesco Laratta.

«Il processo non poteva che finire così» ha dichiarato l’avvocato Laratta. «L’assessore ha ricevuto in regalo una moneta di cui abbiano dato prova della legittima provenienza. Il Tribunale ha messo fine ad una antipatica vicenda con una sentenza pienamente assolutoria» ha concluso.

La sentenza 

Il Tribunale di Crotone ha inoltre dichiarato di non doversi procedere nei confronti di Pasquale Attianese, Giovanni Luigi Lettieri, Raffaele Malena, Mario Mascaro, Raffaele Monticello ed Ernesto Palopoli poiché deceduti.


Reati prescritti, invece, per Salvatore Rocca, Antonio Pasquale Fabiano, Pasquale Filoramo, Ferdinando Marchio, Domenico Viola (cl. ‘66), Domenico Viola (cl. ‘34), Mario Raso, Vittorio Raso, Vincenzo Verterame, Edoardo Morrone e Giuseppe Antonio Morrone per prescrizione del reato.

Vincenzo Godano è stato condannato a 5 anni di reclusione, Salvatore Francesco Filoramo, Luca Filoramo e Francesco Carmine Verterame sono stati invece condannati a tre anni. Francesco Arena è stato condannato a due anni di reclusione. Infine, Vittoria Villirillo è stata condannata a tre anni.
Marino Carmelo è stato assolto per non aver commesso il fatto, Pasquale De Tursi per non aver commesso il fatto, Maria Yvonne Gallo, Luigi Lacroce, Leonardo Lecce, Michele Bisceglie e Mario Raso Chiaravalloti perché il fanno non sussiste.