Rifiuti, corruzione e inquinamento ambientale: chiuse le indagini a Cotronei. C’è anche l’ex sindaco Belcastro – NOMI
L'inchiesta dei Carabinieri ipotizza irregolarità nella gestione della frazione organica dei rifiuti tra il 2020 e il 2022 e presunti sversamenti che avrebbero contaminato il fosso Valle Sbarra
C'è anche l'ex sindaco di Cotronei, Nicola Belcastro, tra i destinatari dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari notificato dalla Procura della Repubblica di Crotone nell'ambito di un'inchiesta sulla gestione del servizio di conferimento e trattamento della frazione organica dei rifiuti urbani. L'indagine, coordinata dal procuratore Domenico Guarascio e condotta dai Carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro, ipotizza un articolato sistema di irregolarità che avrebbe interessato il servizio tra il 2020 e il 2022.
Oltre all'ex primo cittadino, gli investigatori contestano diverse ipotesi di reato anche ai tecnici comunali Antonio Urso e Gaetano Scavelli, a Francesca Aceto, amministratrice unica della Frant s.r.l. e moglie dello stesso Urso, e ad Andrea Pariano, legale rappresentante della Ecorec s.r.l.
Le accuse formulate, a vario titolo, comprendono falso ideologico in atto pubblico, frode nelle pubbliche forniture, truffa aggravata ai danni dello Stato, corruzione per l'esercizio della funzione e inquinamento ambientale.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il presunto sistema illecito avrebbe riguardato l'affidamento e la gestione del servizio di trattamento della FORD, con condotte che avrebbero alterato il regolare svolgimento delle attività e arrecato un danno alla pubblica amministrazione.
Uno degli aspetti più rilevanti dell'inchiesta riguarda il presunto impatto sull'ambiente. Gli accertamenti tecnici eseguiti nel corso delle indagini avrebbero infatti evidenziato una contaminazione delle acque superficiali del fosso "Valle Sbarra". Gli investigatori sostengono che dall'impianto si sarebbero verificati sversamenti di eluato e percolato direttamente sul terreno, favoriti dall'inadeguatezza delle opere di contenimento, realizzate - secondo l'accusa - con semplici blocchi di cemento incapaci di impedire la dispersione dei liquidi.
Il quadro accusatorio è il risultato di una lunga attività investigativa svolta dai Carabinieri della Stazione di Cotronei, che hanno raccolto documentazione amministrativa, effettuato verifiche contabili, ascoltato persone informate sui fatti e acquisito consulenze tecniche. Con la notifica dell'avviso di conclusione delle indagini, gli indagati potranno ora prendere visione degli atti, presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogati prima delle eventuali determinazioni della Procura sull'esercizio dell'azione penale.