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01/08/2026 ore 09.22
Cronaca

Rifiuti pericolosi e amianto abbandonati in un'area privata di 12mila mq, tre indagati a Cotronei

Nel mirino della Procura di Crotone il legale rappresentante della società proprietaria del terreno e due ex sindaci. Contestati l'abbandono di rifiuti pericolosi, la mancata bonifica e l'omissione di atti d'ufficio

di
Carabinieri

I Carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro, su disposizione della Procura della Repubblica di Crotone, hanno notificato a tre persone un avviso di conclusione delle indagini preliminari nell’ambito di un procedimento riguardante l’abbandono di rifiuti pericolosi e la mancata adozione degli interventi necessari alla loro rimozione.

Le indagini hanno interessato un’area privata di circa 12.000 metri quadrati, situata nel territorio comunale di Cotronei, all’interno della Zona di Protezione Speciale denominata “Marchesato e Fiume Neto” e in prossimità del centro abitato.

Nel sito sarebbero stati depositati e abbandonati in modo incontrollato numerosi rifiuti, tra cui bancali di lastre in eternit, sacchi contenenti frammenti dello stesso materiale, ulteriori residui dispersi sul terreno e all’interno di pozzetti destinati allo scolo delle acque meteoriche, nonché pneumatici, plastiche, contenitori di vernice, materiali ferrosi e altri rifiuti di varia natura. Parte delle lastre sarebbe risultata deteriorata, frantumata ed esposta agli agenti atmosferici, con il conseguente rischio di dispersione di fibre di amianto.

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Gli indagati

Al legale rappresentante della società proprietaria dell’area viene contestato il deposito e l’abbandono incontrollato di rifiuti pericolosi, oltre alla mancata ottemperanza a due ordinanze comunali emanate per la rimozione e il corretto smaltimento dei materiali.

Ad altre due persone, che nel corso degli anni hanno ricoperto la carica di sindaco del Comune di Cotronei, viene invece contestata l’omissione di atti d’ufficio, per non avere adottato o portato a esecuzione, secondo l’ipotesi accusatoria, gli interventi necessari alla bonifica dell’area, al recupero e allo smaltimento dei rifiuti e al ripristino dello stato dei luoghi, nonostante le precedenti ordinanze e la situazione di potenziale pericolo per l’ambiente e la salute pubblica.