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30/04/2026 ore 08.14
Cronaca

Rifiuti pericolosi in una discarica di Petronà, la Procura di Crotone chiude l’inchiesta: 6 indagati - NOMI

Concluse le indagini a carico di amministratori pubblici, tecnici, imprenditori e proprietari di un terreno nel comune silano. Sul sito sono stati trovati i resti dei lavori di un cantiere pubblico e altro materiale tra cui le carcasse di due auto

di Alessia Truzzolillo

Inquinamento ambientale e gestione illecita di rifiuti. Sono questi i reati che, a vario titolo, la Procura di Crotone, guidata da Domenico Guarascio, contesta a sei indagati ai quali è stata notificata la chiusura delle indagini preliminari.
Si tratta di Filippo Condino, responsabile dell’Area Tecnica e Manutentiva del Comune di Petronà e Rup dell’appalto di lavori “Interventi urgenti per la riduzione e la mitigazione del rischio idrogeologico delle aree comunali all’interno del centro abitato e della frazione Arietta”; Antonio Gigliotti, progettista del progetto definitivo-esecutivo; Vincenzo Sgrò, direttore dei lavori; Giuseppe Territo, procuratore speciale della “Da.Ma Costruzioni srl” e direttore di cantiere; Luigi Caligiuri e Domenico Caligiuri, comproprietari del terreno sul quale sarebbe stata realizzata una discarica nella quale i militari del Nucleo carabinieri forestale di Sersale hanno rinvenuto rifiuti, pericolosi e non: laterizi, calcestruzzi, malte, asfalto, plastica, ferro e legno, sanitari, armadi, miscugli di terre e rocce da scavo, batterie di autoveicoli, raee, comprese le carcasse di due automobili.

In sostanza in tre vie di Petronà erano stati realizzati dei lavori di scavo e di demolizione di muri e la Da.Ma Costruzioni, controllata da Territo, in attesa di conferimento dei rifiuti in una discarica autorizzata, aveva portato i rifiuti dei lavori in un sito di stoccaggio provvisorio, ovvero la proprietà dei Caligiuri. Sgrò avrebbe legittimato questo comportamento invece di intervenire e di imporre la rimozione dei rifiuti.
Dal canto loro i Caligiuri avrebbero accettato che nel loro terreno venissero depositati, in maniera incontrollata, questi scarti della lavorazione di scavo e, in più avrebbero portato nella stessa proprietà altri rifiuti pericolosi e non.
Condino, Gigliotti, Sgrò e Territo sono accusati, ognuno per il proprio ruolo, di aver contribuito a realizzare un’attività di raccolta e smaltimento rifiuti non autorizzata.